Cronaca Castel Volturno

D'Antonio come un boss in cella: "Avrei ammazzato tutta la famiglia di quelli, pure i bambini"

La confessione durante i colloqui dopo la stesa ed il tentato omicidio: "Bello, si schiattò tutto il vetro dietro, boom"

"Si schiattò tutto il vetro dietro, boom, il ragazzo si calò". E' la confessione involontaria di Luigi D'Antonio, 25 anni, arrestato per il tentato omicidio e la stesa di Ferragosto avvenuta a Castel Volturno nel 2019.

Nell'immediatezza dei fatti, D'Antonio venne arrestato per possesso di armi. All'interno dell'armadio della sua stanza, avvolto tra alcune coperte, venne trovato un lenzuolo. La polizia era arrivata a lui grazie alla testimonianza di una delle vittime che lo aveva riconosciuto: "Ha una forte somiglianza ad un mio amico di infanzia e di scuola, tale D'Antonio Luigi", ha riferito agli inquirenti uno dei ragazzi che vennero prima circondati da alcuni scooter e poi crivellati di piombini che fortunatamente non andarono a segno (solo uno di loro venne attinto ad una spalla). 

Così D'Antonio venne arrestato. Durante i colloqui in carcere con sua madre, Assunta Castellano (anche lei arrestata per estorsione ai complici del figlio). D'Antonio racconta alla madre il raid: "Con il fucile in mano dissi accosta, accosta. Quello accostò, quello di dietro, oh quello vide il ficile, di fermò, quello dietro disse: "oh, oh è Luigi D'Antonio, scappa, scappa". Ci dissi fermati .. ce lo schiattai in faccia", riferendosi al fucile. "Però bello - prosegue D'Antonio parlando degli spari - si schiattò tutto il vetro dietro, boom. Il ragazzo si calò". 

Un raid che gli è servito a conquistare rispetto: "Mi sono tolto uno sfizio mio e mo me li faccio 5-6 anni ... Uno che sta qui (in carcere nda) ha detto che sono onorati (gli anni di galera nda) perché tu non lo hai fatto per soldi. Lo hai fatto per principio. Per me sei un ragazzo valido e devi stare insieme a me. Gli ho detto levati il pensiero, sono fiero di quello che ho fatto, se lo meritavano".

Un concetto ribadito anche nel corso di un altro colloquio: "Io sono fiero di stare qua dentro - ha detto sempre D'Antonio - Io se non stavo qua dentro mi prendevo 300 anni di carcere perché uccidevo tutta la famiglia di quelli là, pure i bambini. Allora è meglio che sto qua così mi calmo un poco". 

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