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Concorsi truccati per le forze armate, pene soft per Zarrillo & soci

Il dipendente civile del Ministero se la cava con un anno e 4 mesi

Si è concluso con pene molto soft il processo con rito abbreviato per i concorsi truccati per accedere alla carriera militare. Il gup D’Auria del tribunale di Napoli ha, infatti, ridimensionato i capi d’accusa nei confronti degli imputati infliggendo pene di un anno e quattro mesi a Giuseppe Zarrillo, dipendente civile del Ministero, residente a Capodrise, ma molto conosciuto per le sue attività di preparazioni ai concorsi tra Caserta, Marcianise e Recale, ed a Fastampa: i due non sono stati considerati tra i promotori dell’organizzazione criminale. Inoltre è stato dichiarato il non luogo a procedere per le accuse di truffa e l’associazione perché il fatto non sussiste per l’accusa di ricettazione che è stata derubricata in rilevazione di segreto d’ufficio. Pene lievi (intorno ai due anni) anche per gli altri impiumati che hanno scelto il rito abbreviato. Nel collegio difensivo erano impegnati gli avvocati Federico Simoncelli, Giaquinto, Mancuso e Delisati.

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