Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Calciatore si uccide per insulti razzisti, Saviano e Salvini litigano sui social

Prima lo scrittore attacca il leader della Lega e poi arriva la risposta: quando una tragedia viene ‘cancellata’ dalle polemiche

Matteo Salvini e Roberto Saviano

Seid Visin aveva solo 20 anni. Era nato in Etiopia ed era stato adottato in Italia da piccolo, a 7 anni, a Nocera Inferiore, dove l’altro giorno si è tolto la vita. Aveva giocato nelle giovanili di Inter e Milan e per un po’ era stato compagno di stanza di Gigio Donnarumma. Poi aveva lasciato il calcio professionistico per ragioni personali ed era tornato a Benevento, per stare più vicino alla famiglia.

Era un ragazzo come tanti. Semplice, diviso tra sport, lavoro e famiglia. Ma dentro portava un peso più grande di lui: la paura per il colore della sua pelle. La sofferenza per non sentirsi accettato, ma discriminato. Così qualcosa si è rotto, troppi pensieri affollavano la sua mente, e la sua vita è diventata insignificante, al punto di spingerlo a togliersi la vita. Sarà stato veramente razzismo? Oppure, come dice il padre, c'è stato dell'altro. In ogni caso la cronaca racconta di una nuova giovane vita spezzata.

I motivi del suicidio potrebbero anche interessare ma quello che conta, in questo momento, è che un 20enne non c'è più.

Eppure Roberto Saviano e Matteo Salvini sono riusciti, a distanza e attraverso i social, a litigare anche su una tragedia come questa.

Ecco quanto detto da Saviano: "Leggete questa storia, provate a non piangere. Provate a trattenere la rabbia, la voglia di spaccare tutto, di distruggere questo mondo di merda che abbiamo creato negli ultimi anni. E ora andate sulle pagine Facebook dei due più grandi pagliacci della nostra politica, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, che ci fanno vergognare di condividere con loro la cittadinanza. Sì, pagliacci: nulla di quanto blaterano è vero, nessuna loro proposta è realizzabile, perlomeno in uno Stato di Diritto. Andate sulle pagine di quei due orgogliosi razzisti: non troverete una parola di pietà. Non una carezza. No, decisamente: su quelle pagine l’umanità e la pietà sono morte, da sempre. Parlano di Dio, di Madonne, di cuore di Gesù, ma praticano crudeltà e spietatezza. Due bestemmiatori. Peccato Seid, se avessero detto che eri un ladro, uno stupratore, o anche un ubriacone, ecco, allora ti saresti meritato l’attenzione di questi due sciacalli. Anche se poi tutto si fosse rivelato falso o una montatura non ti avrebbero chiesto scusa. Loro sono così: macinano voti sulla sofferenza, sulla discriminazione e sul tradimento costante dei valori della Costituzione. Ma nessuno glielo dice, nessun lo urla. E loro ci impongono la loro spaventosa normalità. Meloni e Salvini, un giorno farete i conti con la vostra coscienza, perché la sadica esaltazione del dolore inflitto ai più fragili prima o poi si paga. E vi auguro sinceramente che siano i vostri figli a vergognarsi di voi e a non darvi tregua. Per sempre".

E non poteva quindi mancare la replica di Salvini: "Una preghiera per te, ragazzo, e un forte abbraccio alla tua famiglia. Gli Italiani sono da sempre generosi, laboriosi, accoglienti e solidali. Chi ancora distingue o disprezza un essere umano in base al colore della pelle, è un cretino. Punto. Chi porta rispetto, merita rispetto. Agli sciacalli alla Saviano che cercano di fare polemica politica anche su una tragedia come questa, smentiti dai genitori di Seid che fanno sapere che “il suo gesto estremo non deriva da episodi di razzismo”, ricordo infine che il primo senatore nero eletto nella storia della Repubblica Italiana, l’amico e imprenditore di origine nigeriana Tony Iwobi, è stato candidato ed eletto con la Lega. C’è chi parla di integrazione e chi la realizza".

La realtà è una sola: c'è un dolore così grande, perché la politica non si dovrebbe lasciare andare ad un semplice cordoglio e, forse, ad un esame di coscienza?

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