Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Grazzanise

Posti di lavoro in cambio di denaro, prete a processo. La vittima: "Mi fidavo di lui"

L'ex parroco di Brezza si faceva consegnare ingenti somme per la sua intermediazione

"Avevo capito che qualcosa non andava e cominciai a registrare le nostre conversazioni, mi ha spillato oltre 70mila euro ed ha giocato sporco sulla speranza che avevo di vedere mia figlia sistemata o di fare io stesso un lavoro così importante per la Curia di Capua. Erano tutte menzogne ed io mi sono fidato, era il mio parroco. A malincuore ho capito che era solo un impostore che mi ha ingannato". Sono le dichiarazioni rese dall'imprenditore edile di Santa Maria La Fossa nel corso dell'udienza celebratasi dinanzi al giudice monocratico Marzia Pellegrino del Tribunale di Santa Maria La Fossa nel processo per truffa aggravata a carico di Don Sergio Clemente, 54enne, di Grazzanise ex parroco della Parrocchia San Martino Vescovo di Grazzanise località Brezza. 

Secondo quanto ricostruito dalla Procura sammaritana il parroco allontanato poi nell'imminenza dell'apertura delle indagini nell'ottobre 2017, fece credere all'imprenditore edile che avrebbe ottenuto l'affidamento di un appalto di rilevante valore in particolare, di svolgere dei lavori presso il vescovato di Capua del valore di 2 milioni e 600 mila euro, previo però versamento di varie somme di denaro da elargire ai membri della commissione. Altresì fece credere al professionista che avrebbe trovato un posto di lavoro alla figlia presso la banca Unicredit ove millantava il credito in ragione del suo ufficio religioso rappresentando la necessità di versare ulteriori somme di denaro necessarie per "impegnare un suo amico" che decideva delle assunzioni presso l'istituto di credito.

Don Clemente quindi per la presunta attività di intermediazione si sarebbe fatto consegnare dal costruttore ben 73.000 euro suddivisi in 58.000 euro per il presunto appalto milionario dei lavori presso la Curia capuana e 15.000 euro per la presunta assunzione della figlia presso la banca fiduciaria della Curia. I lunghi tempi di attesa insospettirono la vittima che denunciò tutto alla stazione carabinieri di Grazzanise. Si torna in aula nel mese di dicembre per le discussioni dei legali.

Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Massimiliano Di Fuccia e Antonio Mirra per la parte offesa, Paolo Raimondo per l'imputato.

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