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Cronaca Bellona

Botte ed abusi sull'ex moglie, l'imputato in aula si difende: "Mi tradiva e si è inventata tutto"

Dinanzi ai giudici della Prima Sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, il 49enne respinge le accuse

“E’ stato ordito un complotto contro di me e solo per coprire il suo tradimento. Aveva un altro e mi voleva lasciare e si è inventata tutte queste cose per farmela pagare. Non è vero nulla. Il rapporto con le mie figlie è sempre stato splendido, è lei che me le ha messe contro facendo credere loro che il papà fosse un orco. Non ho mai usato violenza contro mia moglie e nell’intimità lei è sempre stata consenziente”.

Sono le dichiarazioni rese da G.M., 49enne di Bellona, finito davanti ai giudici della Prima Sezione Penale, presieduta dal giudice Sergio Enea con a latere i giudici Giuseppe Zullo e Norma Cardullo del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, per maltrattamenti contro l'ex moglie, violenza sessuale, violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione. Escusso dal sostituto procuratore Iolanda Gaudino, l’imputato ha negato le contestazioni mosse dalla Procura ammettendo la sola violazione degli obblighi di assistenza familiare. “Ero in difficoltà economica e non potevo darle soldi”. Una affermazione che ha fatto sorgere non pochi dubbi alla luce del fatto che G.M. aveva ricevuto un corrispettivo di circa 100.000 euro come quota per la vendita di un immobile di famiglia. Lo stesso presidente del collegio ha chiesto come mai avendo tale disponibilità economica comunque si fosse reso responsabile degli omessi assegni di mantenimento. L’imputato ha ammesso di aver reinvestito tutto il capitale e che tali investimenti si sono rivelati un fallimento. Si torna in aula verso la fine del mese di gennaio per l’escussione dei testi della difesa.

Secondo quanto ricostruito G.M. aveva un atteggiamento prevaricatore ed umiliante assunto nei confronti dell'ex moglie che "non aveva neppure la vergogna di umiliarla pubblicamente" secondo i narrati degli amici e familiari della vittima. Morbosamente geloso controllava l’ex moglie nei suoi spostamenti dando in escandescenza quando sentiva minacciato il suo senso del controllo. Era convinto che la donna lo tradisse. Una sera del mese di aprile del 2016 si reso responsabile di un episodio di violenza sessuale nei confronti dell’ex compagna. Una violenza che si consumò in pochi minuti e che la donna vessata e maltrattata dal 2005 ha trovato il coraggio di denunciare non solo alla madre ma anche a due amiche che escusse hanno confermato il racconto della vittima oltre che riferire sui quotidiani insulti, epiteti oltraggiosi, gli schiaffi sulla nuca e lo stato di infelicità dell'amica. Le parti offese si sono costituite parti civili rappresentate dall'avvocato Giuseppe Conte. L'imputato è difeso dall'avvocato Filippo Barberi Spirito.

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