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Botte ed umiliazioni dalla sera del matrimonio, denuncia il marito: "Volevo uccidermi"

Il giudice dispone il divieto di avvicinamento per un 40enne di Maddaloni. La vittima picchiata anche durante la gravidanza

Il primo schiaffo lo ha ricevuto subito dopo la cerimonia nuziale. Poi tre anni di offese, minacce, insulti fino a quando ha trovato il coraggio di denunciare il marito orco. È un racconto agghiacciante, quello fatto dalla donna agli inquirenti, che ha spinto il giudice Ivana Salvatore a spiccare nei confronti di un 40enne di Maddaloni la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi ed all'abitazione della vittima.

La donna, assistita dall'avvocato Carmine D'Onofrio, ha raccontato nella sua denuncia una vita coniugale da incubo. "Quando torna a casa da lavoro mi ingiuria dicendomi che sono una poco di buono o che devo buttarmi dai Ponti della Valle". Non solo le vessazioni verbali ma anche, e soprattutto, le violenze fisiche.

La malcapitata veniva picchiata con cadenza quasi quotidiana: schiaffi, pugni, calci all'addome. Addirittura un'aggressione si sarebbe consumata quando era incinta di 8 mesi o perché il 40enne non tollerava che la donna allattasse il primo figlio al seno. Circostanze confermate dai vicini di casa che hanno raccontato le urla e i rumori provenienti dalla casa dove la coppia viveva.

La donna, disperata, era arrivata anche a pensare di farla finita. "Andai dal prete e gli dissi che avevo intenzione di suicidarmi - ha riferito agli inquirenti - Volevo morire in pace con Dio. Dopo avermi ascoltata mi dissuase da tale insano gesto e mi consigliò di andare dalla Polizia".

Le denunce, la fuga nella casa dei genitori, nel beneventano, non sono bastate a dissuadere il marito violento dal proseguire con le sue condotte. Ad inizio marzo l'uomo ha tentato nuovamente in approccio raggiungendo la donna per pedinarla ma anche inviarle messaggi "sgraditi".

Un'indole violenta, una personalità tendente alla sopraffazione ed incapace di controllare i propri istinti aggressivi. Queste le parole del magistrato che ha accolto l'istanza di misura cautelare. Adesso il 40enne non potrà avvicinarsi a meno di 300 metri.

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