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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Teano

Omicidio Mollicone: "Depistaggi hanno stritolato Belli. Lui è vittima viva" | VIDEO

Il legale del carrozziere, accusato del delitto della studentessa e poi assolto, in aula per la testimonianza dell'appuntato Venticinque

"Carmine Belli è stato schiacciato da una vicenda in cui le ombre sono state più delle luci, comportamenti ambigui ed opachi, ritardi ed errori hanno stritolato sotto il profilo umano e civile Carmine Belli". Lo ha riferito l'avvocato Nicodemo Gentile, legale di Carmine Belli - imputato e poi assolto per l'omicidio di Serena Mollicone - poco prima dell'udienza in cui sono stati escussi l'appuntato Emilio Cuomo e l'appuntato Ernesto Venticinque che con le prime dichiarazioni rilasciate al maresciallo Gaetano Evangelista ed al colonnello Fabio Imbratta, nel 2016 ha consentito al riapertura delle indagini sulla morte della studentessa, assassinate nel 2001 nella caserma dei carabinieri di Arce. 

"Oggi è un passaggio molto serio e importante, si potranno ricostruire gli aspetti più opachi della vicenda. Sicuramente nei confronti di Carmine Belli c'è stato un atteggiamento fuorviante e di depistaggio ma più in generale ci sono stati numerosi depistaggi e atteggiamenti che hanno portato la giustizia ad andare fuori strada, è un dato che possiamo dare per oggettivo", ha detto Gentile a FrosinoneToday.

Nel corso del processo in Corte d'Assise - in cui sono imputati il maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, sua moglie Annamaria e suo figlio Marco, tutti di Teano - è stato ascoltato anche l'appuntato Cuomo. "Tuzi non mi disse di aver visto Serena entrare in caserma quella mattina - ha evidenziato - Ad Arce siamo andati verso le 00.30 e davanti alla caserma c'erano delle persone che avevano bisogno di aiuto - ha detto in udienza -. Erano due uomini che Tuzi conosceva, mi disse che erano i fratelli Antonio e Guglielmo Mollicone. Ci dissero che non riuscivano a rintracciare Serena e che nessuno ne aveva notizie - ha aggiunto -, mentre parlavamo con loro fece rientro il maresciallo Mottola, a bordo di una lancia K blu, parcheggiò la macchina e venne verso di noi. Tuzi riferì a Mottola il problema dei Mollicone". Più tardi Tuzi e Cuomo, secondo il racconto del teste, andarono a portare un plico alla centrale di Pontecorvo per estendere le ricerche a livello nazionale e alle 2.30 tornarono ad Arce. 

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