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Sabato, 15 Giugno 2024
Cronaca Castel Volturno

I filmati dell'omicidio del barbiere proiettati in aula, il delitto in diretta: "Hanno ucciso Luigi"

Tensioni tra gli imputati ed i familiari della vittima alla visione dei filmati ripresi da un ufficio postale

L'omicidio in diretta telefonica, la ricerca del rivale nel bar 'armato', la genesi del litigio iniziato nel locale commerciale e proseguito fuori sfociando in una rissa, la rabbia dei familiari in aula, il dolore alla visione dei filmati che ritraevano gli ultimi istanti di vita di Luigi. È quanto emerso dalle dichiarazioni dei testi escussi nel processo a carico di Alessandro e Roberto Moniello, rispettivamente padre e figlio, ritenuti responsabili della morte del barbiere Luigi Izzo, ucciso nella notte tra il 5 ed il 6 novembre 2022 a Castel Volturno nel vialetto di casa, in via Papa Roncalli in località Scatozza, sotto gli occhi della moglie. 

In Corte d'Assise, presieduta dal giudice Roberto Donatiello con a latere  Honoré Dessi, si sono susseguiti i familiari della vittima, il fratello Orlando vero bersaglio degli imputati e la fidanzata Aurora, nonchè i carabinieri che effettuarono le indagini. La fidanzata di Orlando Izzo, Aurora, ha raccontato la genesi del litigio al bar dove lavorava come cassiera. Lite iniziata per una parola di troppo di due fratelli sulle menomazioni fisiche del fratello di Aurora. Ha fatto seguito la risposta di Orlando di spiegazioni poi una discussione nata nel bar, la richiesta di uscire fuori dal locale e la discussione proseguita all'esterno dove è intervenuto Roberto Moniello, a difesa dei suoi amici che discutevano poco prima con Orlando Izzo. "Ho visto Roberto Moniello che spintonava Orlando e lui in difesa lo ha colpito con un pugno facendogli volare via gli occhiali", ha raccontato la ragazza.

Il fratello Luigi Izzo, appreso della lite di Orlando, è intervenuto come paciere offrendosi di ricomprare gli occhiali all'imputato purché la lite finisse. Poco dopo c'è l'allontanamento di tutti i presenti. Luigi chiese al fratello di rientrare a casa visto che gli animi si erano scaldati. Orlando nel tragitto del rientro viene chiamato più volte dalla vittima per sincerarsi che stesse bene perché aveva appreso di un uomo armato che lo cercava. Si trattava di Alessandro Moniello, che dopo l'aggressione del figlio piombò al bar in cerca di Orlando. Era al telefono con Luigi Izzo quando il fratello sentì due portiere aprirsi, la voce del fratello che diceva "io non c'entro nulla" , il grido della cognata che chiedeva aiuto e l'ennesimo urlo "hanno ucciso Luigi".

Sono stati poi mostrati in aula i filmati che riprendevano la strada in cui è avvenuto l'assassinio. La telecamera di un ufficio postale, a 20 metri dell'abitazione di Luigi Izzo, riprende la Punto da cui escono i due imputati e la vittima sulla carreggiata nel sangue. L'aggressione avviene in soli 40 secondi. L'altra telecamera mostra l'allontanamento dei Moniello poco dopo il delitto. Nel corso dell'udienza non sono mancati i momenti di tensione. La madre di Luigi, indossando una maglia con la foto del figlio con scritte che invocavano giustizia, ha sputato verso gli imputati, il padre alla vista dei filmati ha cercato di scagliarsi verso le sbarre inveeendo contro i Moniello. È stato necessario l'intervento di 4 carabinieri e due poliziotti penitenziari per mantenere la calma. Si torna in aula a maggio per il prosieguo dell'escussione dei testi della Procura.

Padre e figlio rispondono di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi, dalla minorata difesa e crudeltà. Secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, il barbiere 38enne è stato assassinato da due persone. Dalle caratteristiche morfologiche delle lesioni, i periti della Procura hanno stabilito che sono stati utilizzati due mezzi da taglio: uno con lama da 20 centimetri con 2 margini taglienti, l'altro monolama con un unico margine tagliente e a punta arrotondata. Elemento accertato è stata la presenza del sangue della vittima ritrovato sugli indumenti di Roberto Monello. Tesi poi avvalorata dal Sostituto Procuratore Annalisa Imparato.

Per stessa ammissione degli imputati, l'omicidio di Luigi Izzo sarebbe avvenuto per una serie a catena di 'malintesi' e di errori di persona. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Giuseppe Guadagno e Gaetano D'Orso. Le parti civili sono rappresentate dall'avvocato Ferdinando Letizia.

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