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Venerdì, 2 Dicembre 2022
Cronaca

Fiumi di cocaina, il nuovo pentito vuole essere sentito al processo

Capasso chiede di poter rendere dichiarazioni in Appello

Il nuovo collaboratore di giustizia Francesco Capasso vuole essere sentito nel corso del processo in Appello nel quale è imputato insieme ad altre 10 persone per lo spaccio di droga all'interno di un circolo sportivo di San Clemente di Caserta. 

E' stata questa la richiesta formulata dal suo legale nel corso dell'udienza celebrata dinanzi ai giudici partenopei. Un'istanza sulla quale si sono opposti i difensori degli altri imputati, tutti condannati in primo grado in abbreviato quando la collaborazione di Capasso non rappresentava una prova nuova del contesto dello spaccio. Ma adesso le dichiarazioni del collaboratore potrebbero da un lato 'inguaiare' gli altri imputati e dall'altro garantirgli uno sconto nel secondo grado di giudizio rispetto alla condanna a 10 anni rimediata in primo grado. Sull'ammissibilità delle dichiarazioni di Capasso, dunque, i giudici hanno preferito riservarsi rinviando la decisione a fine mese. 

Con Capasso sono imputati Luigi Belvedere, 29enne di Caserta e ricercato (secondo la Dda si troverebbe in Colombia dove avrebbe aperto due pizzerie a Cartagena); Vincenzo De Lucia, 51 anni di Caserta; Gaetano Ferrante, 25 anni di Casagiove; Massimiliano Luiso, 27 anni di Caivano; Michael Natale, 28 anni di Caivano; Vincenzo Alfredo Natale, 35 anni di Caserta; Celestino Pasquariello, 26 anni di Casagiove; Luca Piscitelli, 27 anni di Maddaloni; Salvatore Piscitelli, 29 anni di Caiazzo; Umberto Zampella, 38 anni di Caserta. 

Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo aveva messo in piedi un business della droga da migliaia di euro a settimana derivante dalla vendita di stupefacenti, prevalentemente cocaina e crack. La banda riusciva a rifornirsi di droga attraverso un canale privilegiato di approvvigionamento a Caivano. Lo stupefacente veniva poi stoccato, lavorato e suddiviso in dosi in un appartamento di via Cittadella, preso in fitto per farne una sorta di raffineria artigianale. 

Successivamente la droga veniva spacciata al dettaglio sia con gli appuntamenti con i clienti direttamente in strada, sia all'interno dello "Sport Club Giovanile" di via Caprio Maddaloni. Gli imputati sono stati difesi dagli avvocati Gerardo Marrocco, Nello Sgambato, Daniele Delle Femmine, Cesare Gesmundo, Bruno Moscatiello, Paolo Sperlongano, Viviana Pasquariello, Antonello Fabrocile, Riccardo Moschetta, Carlo Ercolino e Alfonso Iovino.

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