Cronaca

Sindacalista muore dopo il contagio per Covid. "Ci mancherai Stefano"

Il cordoglio di tutta la Cgil: "E' stato un compagno esemplare"

Stefano Moretta, morto dopo il contagio

Questo maledetto Covid fa ancora un'altra vittima. Se n'è andato, lontano dagli affetti personali, il sindacalista Stefano Moretta, venuto a mancare alle prime ore dell’alba di ieri (9 maggio) a causa di complicazioni dovute covid. Una delegazione della Cgil di Caserta e della Funzione Pubblica Cgil di Caserta si è recata al cimitero di Marcianise per dare l’ultimo saluto all’arrivo della salma. Sulla salma è stata esposta una bandiera della Cgil, così come avviene per tutti i dirigenti sindacali che si sono sempre contraddistinti per la loro lealtà, militanza e senso di appartenenza. 

Raffaele Maietta, segretario provinciale della Fp Cgil lo ricorda come “un compagno esemplare ma anche un uomo di pace, soffriva molto le spaccature e incomprensioni che potevano generarsi all’interno del cantiere, cercava sempre un modo per superarle e mantenere saldo il filo del dialogo e dell’unità, come solo un grande dirigente sa fare. Con la sua umiltà di lavoratore dipendente e di buon padre di famiglia Stefano oltre ad essere stato sempre un iscritto della Cgil, ne ha condiviso sempre valori e battaglie. Stefano Moretta era stimato da tutta la Cgil e non solo, propenso alla solidarietà ed al fare, sempre disponibile e presente, sempre pronto a dare una mano all’organizzazione e ad aiutare chi in difficoltà”.

La prima iscrizione di Moretta alla Cgil risale agli anni ‘80, quando Stefano venne assunto dalla ex Ucar di Caserta. Sono pochi gli anni in cui questa grande multinazionale sembra andare bene. Quasi un decennio dopo, agli inizi degli anni 90, Stefano insieme agli altri colleghi è costretto a stare in prima linea per contrastare e fronteggiare la scelta aziendale di dismettere il sito di Caserta e cessare l’attività nel nostro territorio.

Non mancarono in quegli anni anche proteste sindacali estreme per la difesa del posto di lavoro, ma purtroppo l’azienda riuscì a portare avanti la sua volontà di chiudere i battenti e Stefano, insieme a tanti suoi colleghi, venne licenziato. Successivamente fu assunto dal Consorzio Unico di Bacino di Napoli e Caserta, e destinato al cantiere di Santa Maria a  Vico, paese che divenne per lui la sua seconda casa.

Anche quando si crearono le condizioni per un avvicinamento a Marcianise, suo luogo di origine e residenza, Stefano rifiutò per non rinunciare a ricambiare l’affetto che i colleghi e la comunità di Santa Maria a Vico gli avevano manifestato sin dall’inizio facendolo sentire uno di loro. Alle dipendenze del Consorzio Unico di Bacino e delle varie ditte che si sono succedute nell’appalto di igiene urbana di Santa Maria a  Vico, sono state tante le proteste che hanno visto Stefano protagonista per affermare i diritti dei lavoratori e la legalità in settore difficile e complicato.

Anche il Segretario Generale della Cgil di Caserta, Matteo Coppola, ha ricordato Moretta aggiungendo “Ancora una volta, il covid ci ha portato via troppo presto un compagno. Siamo profondamente tristi per la perdita di Stefano Moretta, dirigente sindacale prima in Filcea - non possiamo non ricordare la battaglia contro la chiusura dello stabilimento Ucar - e poi nella Funzione Pubblica, di cui era membro di direttivo e rappresentante sindacale. Stefano era un compagno generoso e valido che provava un senso di appartenenza e militanza, per lui la Cgil è sempre stata motivo di vanto e orgoglio. Quando c’era qualche manifestazione,  attivo, convegno, congresso, iniziativa era sempre presente. Ci stringiamo commossi alla famiglia e ai suoi cari. Ci mancherà molto”. 

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