Cronaca

Una folla commossa per i funerali di Pasquale e Chiara: “Siete stati un dono per tutti noi”

L'ultimo saluto ai due fidanzati morti in un tragico incidente avvenuto in provincia di Arezzo

Lo striscione per Pasquale Vozza e Chiara Esposito morti in un tragico incidente

"Pasquale e Chiara vivono!... Nel cuore di chi resta". Recitano così i due striscioni affisi sui balconi di fronte alla chiesa di San Michele Arcangelo a Casagiove, dove quest'oggi si sono celebrati i funerali di Pasquale Vozza Chiara Esposito, la coppia di fidanzati morti in un tragico incidente avvenuto domenica in provincia di Arezzo, sulla bretella Perugia-Bettolle. I due "sono volati in cielo prendendosi per mano" al cospetto di una folla di gente che ha voluto rendere loro l'ultimo saluto.

Dolore, lacrime, applausi e grandi momenti di silenzio hanno scandito il rito funebre. I feretri di Pasquale (36enne, sottoufficiale dell'Esercito di stanza a Cremona, nipote del sindaco di Casagiove Giuseppe Vozza) e Chiara (33 anni di Caserta, docente) dinanzi all'altare della chiesa, circondati dai loro genitori e dagli affetti più cari. Ad officiare la celebrazione eucaristica è stato don Stefano Giaquinto, con al suo fianco don Antonello Giannotti. Toccanti sono state le parole che quest'ultimo ha espresso nel corso del rito funebre.

"Credo che questo momento favorisca più il silenzio che le parole - ha detto don Antonello, che ha portato il saluto ed il cordoglio del vescovo di Caserta, monsignor Pietro Lagnese - In questo momento sento di dire grazie a Pasquale e a Chiara, perchè ci hanno insegnato ad amare la vita, a non sprecarla e a spenderla per gli altri. Grazie Pasquale perchè sei stato un gigante dell'amore e della tenerezza. Degno figlio di questa terra che venera San Vincenzo De Paoli, il santo della carità. Quando c'era un problema ti facevi in quattro. Ti sei fatto Cireneo di tante storie di dolore. Quante ferite hai fasciato con la tua tenerezza. Chiara ti ricordo piccola, nel giorno della prima comunione. Una bambina semplice, educata, silenziosa, premurosa, giudiziosa, con uno sguardo limpido, un sorriso genuino. Sei rimasta tale. Ti eri trasferita a Cremona per realizzare il tuo progetto di vita, diventare insegnante. E in pochi mesi ci hai fatto capire cosa significa insegnare: lasciare un segno. Infatti tu hai lasciato un segno nel cuore di quei bambini che hanno scritto cose di te meravigliose. Loro hanno perso una mamma non un'nsegnante. Tu avevi dato loro il tuo numero di cellulare, eri sempre disponibile. Eri attenta alle fragilità, compravi i libri ai figli degli immigrati. Grazie perchè abbiamo sentito con voi il profumo della bellezza della vita, dell'amicizia vera, della bontà, della semplicità, della purezza. Siete stati un dono per tutti noi, siete entrati nel nostro cuore e ci resterete per sempre".

Commovente anche la lettera del fratello di Chiara: "Adesso non ti preoccupare, a mamma e papà ci penso io. Come mi hai sempre raccomandato tu, ogni qual volta ci salutavamo. Mi hai insegnato a farlo, ce la farò". Presenti alle esequie anche alcune colleghe di Chiara, arrivate da Cremona, e diversi militari dell'Esercito Italiano. Una folla commossa si è lasciata andare ad un lungo e scrosciante applauso all'uscita dei due feretri dalla chiesa.

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