Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Droga e telefoni in carcere con il drone: i 4 arrestati davanti al giudice

Fissata l'udienza per la convalida dell'arresto operato dai carabinieri

Fissata l'udienza di convalida dell'arresto per Andrea Raucci, 38enne di Marcianise, Diamante Nebbia, 37 anni di Casaluce, Carmela Liccardo, 49enne di Santa Maria Capua Vetere e Laura Cristina Iodice, 32 anni nata in Colombia e residente nel casertano. Sono loro i quattro indagati tratti in arresto per detenzione di sostanze stupefacenti destinate a rifornire alcuni detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Dovranno presentarsi mercoledì 19 luglio dinanzi al Gip Orazio Rossi del tribunale di Santa Maria Capua Vetere assistiti dai loro legali (Liccardo è assistita dall'avvocato Mirko Del Giudice) per chiarire la loro posizione. I quattro arrestati che sono stati associati presso il carcere sammaritano e quello femminile di Pozzuoli sono stati sorpresi a bordo di una Fiat Panda nella notte tra lunedì e martedì all'esterno dell'istituto penitenziario "Francesco Uccella" di Santa Maria Capua dai carabinieri del comando provinciale di Caserta col supporto dei colleghi sammaritani.

A bordo della vettura sono stati rinvenuti 1 kilo e 300 grammi di hashish suddiviso in 32 pacchetti, 60 grammi di cocaina, 7 telefoni cellulari e 4 micro cellulari muniti di altrettanti caricabatterie. La merce era stata suddivisa in 6 plichi di uguale peso. Rinvenuto anche un drone che per struttura e capacità di carico avrebbe potuto trasportare i pacchetti nel penitenziario.

L'attività investigativa della Procura a firma dei Sostituti Procuratori Mariangela Condello e Iolanda Gaudino ha messo in luce un fiorente commercio di droga e cellulari all'interno dell'istituto penitenziario. Difatti droga e telefonini non sarebbero stati impiegati per uso personale ma rivenduti all'interno della casa di reclusione secondo uno schema che avrebbe poi consentito alle famiglie dei detenuti di 'mantenersi' e 'mantenerli'. Tesi poi avvalorata dalle innumerevoli perquisizioni nelle celle ad opera della polizia penitenziaria. Altro elemento peculiare emerso dall'indagine è l'applicazione di una sovrattassa applicata per il rischio del trasporto e sulla stessa merce consegnata.

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