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Fa causa all’amministratore giudiziario dopo sequestro, ma il giudice lo condanna

La decisione dei giudici contro un ex impiegato contabile di una ditta operante nel settore dell’illuminotecnica

Gli sequestrano i beni, lui fa causa all’amministratore giudiziario ma il giudice lo condanna alle spese. Il giudice del tribunale di Napoli ha emesso sentenza per la causa civile intentata da G.A.D.G. di Capua, contro G.C. di Casagiove, e contro il Ministero della Giustizia. Il giudizio è durato 4 anni e il giudice Forziati ha rigettato nel merito ogni richiesta del cittadino capuano condannando, lo stesso al pagamento di tutte le spese di lite sostenute per svariate migliaia di euro.

La vicenda inizia il 18 giugno del 2009, quando furono sottoposti a fermo N.M., all’epoca dei fatti ritenuto il capo dell’omonimo clan camorristico operante nel territorio di Cesa e zone limitrofe, un presunto affiliato al clan camorristico Mazzara, F.O., ed il capuano G.A.D.G., proprietario di una tabaccheria nel centro di Capua. N.M. e F.O. furono ritenuti responsabili di estorsione aggravata dal metodo mafioso e di violazione della legge sulle armi; mentre il capuano di appropriazione indebita e di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Gli accertamenti ebbero inizio dopo la denuncia di un ex dipendente della società Elettrocampania, operante nel settore dell’illuminotecnica sita in Viale Carlo III a San Nicola La Strada, il quale si era accorto di grossi ammanchi di denaro, circa 2.500.000 euro attribuibili a G.A.D.G. che aveva all’epoca dei fatti un incarico di impiegato contabile nella ditta. Contestualmente la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli operò nei confronti dei soggetti indagati un sequestro dei beni a loro riconducibili per svariati milioni di euro con la nomina di un amministratore giudiziario.

Il cittadino capuano nel 2016, dopo una lunga fase dibattimentale, fu assolto dall’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso, mentre il reato di appropriazione indebita, acclarato nel corso del giudizio penale, decadde per intervenuta prescrizione del reato. A seguito dell’assoluzione, G.A.D.G. citò in giudizio il Ministero della Giustizia e l’amministratore giudiziario per vedersi risarcire i danni relativi al sequestro ed all’asserita mala gestio, tanto per un importo di circa 200mila euro euro. Il 14 gennaio scorso il Tribunale di Napoli, dopo una lunga ed attenta istruttoria con l’audizione di svariati testimoni indicati da tutte le parti, ha escluso ogni responsabilità ed ogni colpa dell’amministratore giudiziario.

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