Latitante catturato dalla polizia, si nascondeva da una “amica”

Il 45enne era ricercato per rapina e violenza sessuale

Slamowir Radlo

E’ finita nel tardo pomeriggio di ieri, in via Scarlatti a Ischitella d Castel Volturno, la latitanza di Slamowir Radlo, cittadino polacco 45enne, ricercato in campo internazionale su ordine della magistratura polacca perché riconosciuto colpevole di vari delitti quali violenza sessuale, rapina e lesioni, tutti commessi nel suo paese natale.

A rintracciarlo, in quella sorta di “zona franca” quale può essere considerata la località “Ischitella”, dove hanno trovato riparo numerosi latitanti soprattutto partenopei, tra i quali spicca di certo Nunzio Di Lauro, figlio del famigerato “Ciruzzo o’ milionario”, sono stati gli uomini del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Castel Volturno, diretto dal Vice Questore Aggiunto Graziano.

Da giorni gli agenti stavano lavorando su una notizia raccolta confidenzialmente, secondo la quale presso l’abitazione di una polacca, ubicata in via Scarlatti, aveva trovato rifugio un latitante anch’egli polacco del quale, però, null’altro si sapeva.

Coi pochi elementi a disposizione ma con la foto della ragazza, della quale conoscevano solo il nome Elisabetta, i poliziotti hanno iniziato una serie di servizi di osservazione in quella zona per individuare la donna da pedinare poi perché li avrebbe condotti nella tana. La loro tenacia è stata premiata proprio nella giornata di mercoledì, quando dopo l’ennesimo appostamento in via Scarlatti riconoscevano la donna e senza che lei s’accorgesse di alcunché, la seguivano sino all’abitazione sita al civico 16 di una traversa della via Scarlatti.

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Gli agenti, a quel punto, decidevano di intervenire ed all’interno dell’abitazione, oltre alla donna, accertavano la presenza di un uomo poi identificato per Slamowir Radlo, che dai successivi accertamenti risultava essere destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalle autorità polacche perché colpevole di vari delitti. Una volta effettuati gli adempimenti necessari, lo straniero è stato associato alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, prima tappa per la sua successiva estradizione in Polonia dove dovrà scontare alcuni anni di carcere.

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