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Il capoclan dei Casalesi Francesco Schiavone

Il capoclan dei Casalesi Francesco Schiavone

Le mani dei Casalesi sugli appalti delle Ferrovie: indagati parenti di Sandokan

Indagini per corruzione e turbativa d'asta su una decina di imprenditori e manager

Sono dieci le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Napoli sugli appalti delle Ferrovie che sarebbero finiti nelle mani di imprenditori legali al clan dei Casalesi.

Ad operare sono stati i carabinieri di Caserta, su delega della Dda di Napoli, che hanno eseguito una serie di perquisizioni a Napoli e a Roma, nella sede di Rfi e negli uffici di alcuni dirigenti della stessa società nell'ambito di un'inchiesta anticorruzione su appalti concessi a ditte ritenute riconducibili, a detta degli inquirenti, a imprenditori strettamente legati al clan dei Casalesi. Le indagini vanno avanti per corruzione e turbativa d'asta, reati aggravati dall'aver agevolato la camorra.

L’inchiesta ruoterebbe attorno alla posizione di due imprenditori, imparentati col capoclan dei Casalesi Francesco Schiavone Sandokan, che in passato sono rimasti coinvolti anche nel maxi processo Spartacus (uno condannato, l’altro assolto).

Uno dei due avrebbe anche ammesso, mentre era intercettato, di essere diventato imprenditore proprio grazie a Sandokan e si sarebbe poi legato anche al figlio di quest’ultimo, Nicola, oggi diventato collaboratore di giustizia. 

La Dda ha messo nel mirino una decina gli appalti che finiti sotto la lente di ingrandimento e sui quali sono in corso gli accertamenti. 

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