Cronaca

Il carabiniere infedele resta in carcere: "Nelle intercettazioni emerge legame col boss"

Le motivazioni della Cassazione. Nube dense sul futuro processuale del militare

Lazzaro Cioffi

Il carabiniere Lazzaro Cioffi non può essere scarcerato. Lo hanno messo nero su bianco i giudici della Corte di Cassazione che hanno respinto il ricorso presentato dagli avvocati del militare di Caserta ( indagato insieme alla moglie di Maddaloni ).

Nelle motivazioni degli ermellini emerge un quadro molto nebuloso per il militare, accusato di aver aiutato un gruppo criminale guidato da Pasquale Fucito nell’evitare arresti e sequestri di droga grazie alle sue soffiate. Ed è proprio su questo punto che battono i giudici della Cassazione.

“Nell'impugnata ordinanza - si legge nelle motivazioni - si evidenzia come fosse assolutamente incongruo attribuire alla veste di confidente del Fucito le conversazioni intercettate da cui emergeva che era il Cioffi a dare informazioni riservate al Fucito, utili a salvaguardare i propri illeciti traffici, e non il contrario, sulle informazioni date, dell'imminente esecuzione della misura cautelare che non possono in alcun modo giustificarsi con il presunto ruolo di delatore del Fucito”.

Ricostruzione che spinge, dunque, i giudici a respingere il ricorso in Cassazione ed a confermare la detenzione del carabiniere infedele.

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