La scuola di camorra: boss indica il figlio come "capo" durante il colloquio in carcere

Antonio Letizia progetta la nascita di un nuovo gruppo per limitare il potere di Rockefeller

Il colloquio intercettato in carcere

Gli arresti all'interno del clan Letizia, nel 2009, avevano spostato l'asse del sodalizio criminale verso i Piccolo, favorendo, in particolare, Pasquale Piccolo, alias Rockefeller, rimasto libero e che avrebbe dovuto provvedere al sostentamento delle famiglie dei detenuti. Fu in questo contesto che Antonio Letizia stava progettando la scissione del clan ipotizzando dal carcere di Fossombrone, dove era detenuto, la nascita di un "Gruppo Letizia" guidato dal figlio Giuseppe Letizia, detto Vincenzo, che sarebbe dovuto essere affiancato dal parente Giuseppe Letizia, 62 anni di Capodrise. 

E' quanto emerge dai colloqui in carcere proprio tra Antonio Letizia e suo figlio dopo l'arresto di Andrea Letizia ed altri del gruppo interno al più ampio clan dei Quaqquarone. Nel corso del colloquio emerge la preoccupazione che Rockefeller possa assumere una posizione dominante e che non versi le quote alle famiglie di coloro che sono in carcere. "Siamo in galera e noi dobbiamo mangiare! A noi ci deve fare stare tranquilli", commenta Antonio Letizia intercettato. Si decide di prendere tempo ma nel frattempo ci si prepara al "piano B" arrivando a contemplare anche la soluzione estrema: una scissione dei Letizia dal gruppo. 

Il capo designato da Antonio Letizia era il figlio Giuseppe al quale, durante i colloqui, dava consigli operativi. "Non devi fare leggerezze. Le leggerezze costano la vita, eh, ti costano la vita. Puoi anche andare all'arrembaggio ma dobbiamo organizzare tutto quanto poi dopo facciamo", un taglio netto col passato (mimato con un gesto della mano nel corso del colloquio). 

Antonio Letizia strategicamente suggerisce al figlio di mantenere i rapporti con le "amicizie" ed i contatti con i Casalesi di cui godeva già Andrea Letizia. Inoltre per la cassa del clan si poteva contare su un imprenditore che fungeva da collettore per le estorsioni sia per i Belforte che per i Piccolo-Letizia: "Vai e gli dici - suggerisce il padre al figlio - ti è stato detto che i soldi li devi portare da Andrea?! Adesso li devi portare a casa nostra".

Per completare il clan, infine, serviva poter contare sulla manovalanza definita dallo stesso Letizia come "carne da macello". Persone da "mandare all'assalto" per portare introiti nelle casse del clan. 

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