Cronaca

'Legato' al clan dei Casalesi, archiviate le accuse contro il sindaco

Dopo 5 anni De Rosa può esultare: “Sempre avuta fiducia nello Stato”

Il sindaco Marcello De Rosa

Una vicenda che mette le radici nel lontano 2014 con tutto l’iter giudiziario che ha il via in seguito ad una denuncia. Ed ora dopo 5 anni il sindaco di Casapesenna vede “finalmente chiuso un capitolo difficile, è la fine di un incubo”. Il gip Paolo Piccirillo del tribunale di Napoli ha infatti accolto la richiesta del pubblico ministero ed ha archiviato la posizione di Marcello De Rosa, accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Per il gip ma anche per il pm “non c’è contiguità al clan dei Casalesi” in virtù anche degli “esiti negativi delle indagini svolte, anche attraverso intercettazioni”. Già nel giugno 2017 il gip aveva rigettato la proroga delle intercettazioni visto che veniva evidenziata l’insussistenza di elementi che rendessero proficua la prosecuzione delle indagini tecniche. Ora Marcello De Rosa può esultare “dopo il tanto fango mediatico scatenato da alcuni personaggetti definiti “paladini della legalità” (ma che non conoscono nemmeno il significato di questa bellissima parola), servizi televisivi montati ad hoc per danneggiare ancora una volta l’immagine del paese che ho l’onore di rappresentare, titoli di giornali fatti da alcuni affaristi della carta stampata, che mi accusavano di essere legato al Clan dei Casalesi, quella stessa organizzazione criminale che tempo fa ho denunciato, pagando in prima persona e vivendo da molti anni sotto scorta”.

Marcello De Rosa ribadisce di aver sempre “avuto fiducia nello Stato e da chi lo rappresenta, ed è per questo che voglio ringraziare le persone che hanno deciso in modo imparziale la mia “estraneità ai fatti” sopracitati. Un grande grazie va alla mia famiglia, che insieme a me ha vissuto notti insonni, ai miei consiglieri comunali, che non hanno mai avuto dubbi sulla mia persona e tutti i cittadini che hanno sempre creduto in me. Un pensiero va anche a quei diffamatori per professione, che hanno cercato in tutti i modi di far commissariare il nostro comune con un solo ed unico scopo, riportare Casapesenna nell’oblio più profondo. La motivazione? Quella di governare i nostri territori, cercando di demolire chi non appartiene al loro “cerchio tragico”. Ancora una volta il male e le menzogne hanno perso, la verità, la democrazia, la volontà popolare e lo Stato ha vinto”.

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