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Redazione CasertaNews

Intervento chirurgico di 11 ore salva vita ad una 22enne portata d'urgenza all'Ospedale di Caserta

Caserta - L'Azienda Ospedaliera “Sant'Anna e San Sebastiano” di Caserta, nel corso del mese di agosto, ha affrontato e risolto una grave criticità chirurgica occorsa ad una giovane paziente operata in altra struttura privata della provincia di...

L'Azienda Ospedaliera “Sant'Anna e San Sebastiano” di Caserta, nel corso del mese di agosto, ha affrontato e risolto una grave criticità chirurgica occorsa ad una giovane paziente operata in altra struttura privata della provincia di Caserta.

Nella notte del 29 luglio, con autoambulanza rianimativa del 118 al Pronto Soccorso di questo ospedale, proveniente appunto dalla clinica dove era degente, è giunta una paziente di 22 anni in imminente pericolo di vita. Era stata sottoposta 6 ore prima presso la struttura sanitaria di prima cura e da dove proveniva da un terzo intervento chirurgico. L'accesso presso il P.S. dell’Azienda non era concordato preventivamente tra le direzioni sanitarie, ma seguiva ad una giusta iniziativa dell'anestesista della clinica in quanto la paziente era in imminente pericolo di vita. Dopo le prime cure intensive da parte dei sanitari del P.S., la paziente veniva ricoverata nell’Unità Operativa di Chirurgia d’Urgenza ed Emergenza nel Trauma diretta dal dott. Casale, ove i sanitari, considerato il grave stato settico della paziente, ritenevano di dover intervenire in urgenza non differibile, con un intervento salvavita praticato dallo stesso dott. Casale.

L’intervento, per la complessità delle lesioni, si è protratto per undici ore al termine del quale la paziente è stata trasferita in terapia intensiva per il prosieguo delle cure. Il decorso post operatorio nei giorni successivi è stato buono, con miglioramento di tutti i parametri emodinamici e biologici: la ragazza è fuori pericolo anche se ancora con prognosi riservata.

In seguito, tramite la Direzione sanitaria, il dott. Casale ha ritenuto di chiedere una consulenza dell’Epatochirurgo dell’Unità Fegato dell’AORN Cardarelli di Napoli per la valutazione dei danni anatomici e funzionali conseguenti ai primi tre interventi, nella persona del Responsabile dell’Unità operativa stessa.

A completamento del percorso assistenziale (in sedicesima giornata) si reputava dover trasferire la paziente in una struttura iperspecialistica per la riquantificazione dei danni e il prosieguo delle cure. Lo stesso dott. Casale si attivava, tramite il C.O.R.E. di Napoli, per il trasferimento al centro di riferimento di Chirurgia Epatobiliare del Policlinico Agostino Gemelli in Roma che dava la propria disponibilità direttamente dal direttore dell’Unità operativa stessa.

Le notizie dal Policlinico ad oggi sono di tranquillità clinica e di ulteriore miglioramento.

Al di là della triste vicenda che colpisce la giovane paziente, ancora una volta, è stata dimostrata, la capacità dell’Ospedale di Caserta, degli Operatori dell’area dell’Urgenza e dei suoi Direttori, di aver saputo fronteggiare con competenza e professionalità una emergenza dai connotati gravissimi anche grazie all’organizzazione e alle professionalità esistenti in Azienda, nonché alla dedizione e capacità degli Operatori in un periodo tradizionalmente critico per la stagione e in un territorio dove la Rete Ospedaliera, soprattutto per quello che riguarda i Centri di Riferimento Regionali, non sempre riesce a garantire il sostegno necessario.

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