CAMORRA & ARMI Intercettato in carcere svela l'incontro col latitante

Diana racconta ai familiari: “Mi disse di prendere le armi e conservarle”

Il boss dei Casalesi Corrado De Luca

Per diverso tempo era riuscito ad eludere le richieste che gli arrivavano sempre dallo stesso uomo. Poi, ad un tratto, non potè più farlo. Anche perché pensava di fare uno sgarro personale a Corrado De Luca, boss del clan dei Casalesi, che era ancora latitante.

E’ quanto emerge dalle intercettazioni in carcere che hanno coinvolto Davide Diana, 49enne di San Cipriano d’Aversa, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare nei giorni scorsi in quanto accusato di aver nascosto le armi del fedelissimo di Antonio Iovine.

Il dialogo viene registrato dagli inquirenti il 15 novembre dello scorso anno. Diana lascia intendere il coinvolgimento di Mario Pagano di San Cipriano, soprannominato ‘U’ngles’.

Dal contenuto delle intercettazioni, secondo il quadro accusatorio, emerge che Pagano aveva contattato Diana con la scusa di dover riparare una fontana nella sua abitazione e lì aveva incontrato il latitante Corrado De Luca che gli aveva avanzato la richiesta di nascondere le armi.

“Mi disse ‘quell’altra volta te l’ho fatta buona, questa volta non te la faccio buona, piglia queste cose e stipale”. Chiaro il riferimento alle armi che furono trovate a casa di Davide Diana nel corso di una perquisizione.

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