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Fermato l'uomo che ha sparato a Luigi: il ragazzino stava per morire per 'errore' | SERVIZIO VIDEO

 

Ci sono voluti 11 mesi di indagine, in cui numerosi esperti hanno contribuito con perizie tecniche e balistiche, in laboratorio e sul luogo in cui avvenne la tragedia. E questa mattina è scattato il fermo per un 35enne accusato di aver esploso il colpo di pistola che, la vigila di Natale del 2017, ferì gravemente alla testa un 14enne di Parete che era in giro con alcuni amici lungo via Vittorio Emanuele. 

Il ragazzo cadde a terra all’improvviso, senza che nessuno si riuscì a rendere conto di cosa fosse accaduto. Le indagini partite subito dopo la drammatica vicenda portarono gli inquirenti proprio nel terreno di proprietà dell’odierno fermato. L’abitazione fu perquisita, ma non fu trovata alcuna pistola. Come emerso dalle indagini l’uomo, subito dopo aver sparato ed essersi reso conto di quanto accaduto, si sarebbe disfatto dell’arma detenuta illegalmente. 

Undici mesi di indagini, ricostruzioni, perizie ed esperimenti sul luogo in cui stava per compiersi la tragedia hanno portato quindi gli inquirenti a stabilire che i colpi erano partiti proprio dal terreno del 35enne, finito in manette.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’uomo, che si stava ‘esercitando’ in vista del Capodanno, ha sparato un totale di tre colpi con una pistola calibro 9x21 illegalmente detenuta: uno, esploso ad altezza uomo, venne ritrovato conficcato in un’auto parcheggiata in via Vicinale Vecchia; un secondo, sparato verso l’alto, fortunatamente non colpì nessuno; il terzo purtroppo finì per raggiungere Luigi.

Proprio il ragazzino questa mattina si è recato dai carabinieri di Parete accompagnato dai genitori per avere notizie sul fermato, ma poi la famiglia ha preferito non commentare l’arresto, in attesa dei successivi sviluppi investigativi. Ma è chiaro che, dopo quasi un anno di attesa, la svolta investigativa è sicuramente uno dei più bei regali che potesse arrivare sotto l’albero.

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