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Francesco a Casertanews: "Dal coronavirus si può guarire. E' finito un incubo ma non lo sottovalutate" | VIDEO

Il ragazzo di Cesa si racconta: "In questi giorni ho capito come non vorrei mai essere. Devo dire grazie ad una persona in particolare"

 

“Dal Covid-19 si può guarire”. Parola di Francesco di Cesa, uno dei primi ad essere contagiati nella provincia di Caserta ed uno dei primi a guarire. Da come ha scoperto il contagio, alla guarigione, da chi gli è stato vicino e ha fatto sentire il proprio supporto a chi gli ha puntato il dito indicandolo come untore. Questo Francesco ha raccontato a Casertanews.

Francesco, come stai? “Adesso bene. Finalmente è finito un incubo. Adesso sto bene”.

Raccontaci come hai scoperto di essere positivo al Covid19. “Avevo la febbre. E dopo un paio di giorni mi sono preoccupato. Sono stato a Milano il 16 e 17 febbraio, quando in Lombardia ancora non c’era un allarme forte. Ma questo mi ha fatto scattare un campanello d’allarme”.

Quando ti sei reso conto che la tua non era una ‘normale influenza’? “Guardavo la partita del Napoli a casa mentre accusavo i primi sintomi dell’influenza. L’indomani comincio a stare male. Febbre alta e dolori alle ossa con un malessere diffuso. Il giovedì decisi di andare al Cotugno per fare il tampone. Prima di andare, però, avevo preso una tachipirina ed arrivato in ospedale non avevo la febbre. Per questo non mi hanno fatto il tampone”.

E poi? “Con il passare dei giorni continuavo ad avere la febbre che scendeva a fatica solo con la Tachipirina. Dopo un sabato fatto solo di febbre alta e senza forze, domenica decido di ritornare al Cotugno. Dalla mattina mi hanno fatto il tampone alle 14. Ore di snervante attesa. Ho aspettato in macchina da solo. Volevo stare lontano da tutti e tutto. Alle 8 di sera è arrivata la notizia: avevo il Coronavirus”.

Come ti sei sentito? “Me l’aspettavo. Sono rimasto lucido. Sin dal primo momento avevo capito che non si trattava di una normale influenza. La differenza, infatti, sta nel fatto che non scendeva la febbre e poi un continuo senso di mancanza di forze. Dal momento in cui il tampone è risultato positivo, ho pensato a rincuorare mia madre”

E poi? “Fino al martedì ho avuto la febbre. Poi, più niente. In pratica la mia febbre è durata circa una settimana. Dal 3 marzo non ho preso più una medicina. Dalla mia parte ho avuto il fatto di essere sano e forte di base”.

Nei primi giorni dopo la diffusione della notizia, c’è stata una caccia all’untore. Hai subito psicologicamente questa cosa? Da casa come l’hai vissuta? “Ho preferito lasciare l’ignoranza fuori la porta di casa. Ho capito che cos’è la cattiveria. E ho capito come vorrei mai essere. Ho preferito pensare a rimettermi in sesto e circondarmi (seppur a distanza) dei miei affetti. Amici e partenti non hanno fatto sentire la mancanza ed il supporto sia nei miei confronti che nei confronti di mia madre. Ho trascorso le giornate guardando la tv, facendo videochiamate con gli amici, chattando. Insomma nulla di straordinario. E poi abbiamo avuto la solidarietà di amici, partenti, amministratori comunali. In tanti si sono offerti di aiutarci con la spesa dato che non potevamo uscire e ci hanno continuamente chiamato per farci sentire la propria vicinanza. Ed una persona in particolare”.

A chi ti riferisci? “Il dottore Franco Alma. È il mio medico di famiglia da anni, ma in questa situazione si è comportato come una persona di famiglia. È andato ben oltre il suo lavoro. Mi ha chiamato tutti i giorni, anche più volte al giorno. È stato il mio angelo custode. Anche adesso che sono guarito, non manca il suo sostegno. Anche oggi mi ha chiamato. Continua a sostenermi e supportarmi”.

Cosa ti senti di dire agli altri ragazzi, soprattutto a quelli che stanno sottovalutando questa pandemia? “Bisogna restare a casa. Bisogna farlo per sé stessi e per gli altri. Non bisogna sottovalutare il Coronavirus. Io ce l’ho fatta, ma non è per tutti è così. Io continuo a restare a casa. In teoria potrei uscire perché sono guarito e la mia quarantena è finita, ma non ho necessità di farlo e continuo a restare a casa. E così dobbiamo fare tutti. Chi non rispetta le regole è uno stupido. Tutti guardiamo la tv e leggiamo i giornali: sappiamo ciò che sta succedendo in Italia e nel Mondo. Bisogna restare a casa, non mi stancherò mai di dirlo”. (ha collaborato Francesca Pagano)

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