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Martedì, 7 Dicembre 2021

Falsi certificati, 76 indagati. Il medico incastrato dalle telecamere. Ritirate 104 armi | VIDEO

Girava tutto attorno alla figura di un dirigente medico psichiatra in servizio presso il Centro di Salute Mentale dell’A.S.L. di Latina, con sede a Fondi, il business dei falsi certificati scoperto dai carabinieri del Nas di Latina che questa mattina hanno arrestato 11 persone (9 in carcere, 2 ai domiciliari).

I provvedimenti sono relativi agli esiti dell’indagine che ha consentito di individuare e disarticolare “un consolidato sistema di corruzione asservito al rilascio di certificazioni mediche compiacenti finalizzate ad ottenere indebitamente una pluralità di benefici non solo circoscritti a pensioni di invalidità e ovvero alla L.104/1992 ma estese anche al rilascio di licenze di polizia (porto d’armi) a soggetti potenzialmente privi del necessario profilo psicologico e all’elusione delle misure restrittive carcerarie per pregiudicati con passaggio a regimi più blandi”. 

Gli arrestati sono ritenuti responsabili delle ipotesi delittuose di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, falso in atto pubblico e truffa. L’attività investigativa, avviata nel 2018, si è originata da verifiche sulle procedure adottate in occasione di visite mediche ambulatoriali erogate a carico del SSN e/o in regime di libera professione da parte di medici esclusivisti in servizio presso l’ospedale “San Giovanni di Dio” e, in particolare, del C.S.M. (Centro di Salute Mentale) di Fondi. Gli accertamenti, svolti attraverso servizi di osservazione, attività tecniche ed analisi dei sistemi di videosorveglianza, hanno fatto emergere, quale vertice di un radicato e diffuso sistema corruttivo.

Il medico riceveva indebitamente somme di danaro per compiere atti contrari ai propri doveri. Tra questi, nello specifico, ha assunto particolare rilievo il rilascio sistematico di certificazioni psichiatriche e medico-legali finalizzate a far ottenere ai pazienti (tutti consapevoli e interessati a fruire surrettiziamente dei benefici di legge) punteggi aggiuntivi per il raggiungimento di pensioni di invalidità o per il loro aggravamento, concessioni o benefici attribuiti dalla legge 104/1992 e per il rilascio o rinnovo del porto di fucile ad uso caccia. In tali condotte, il medico si avvaleva della complicità di un avvocato del Foro di Latina, di alcuni responsabili operanti presso patronati dell’area pontina nonché di intermediari, tutti destinatari di misure cautelari personali.

Il dirigente medico, previo indebito compenso (mediamente 100 euro a pratica), redigeva false certificazioni senza l’esecuzione della visita al paziente, certificando false patologie o fittizi aggravamenti di malattie, agevolando anche la scarcerazione di detenuti o legittimando l’allontanamento dagli arresti domiciliari di soggetti sottoposti a tali misure.

In totale sono 76 le persone finite nel mirino della Procura della Repubblica ed attualmente sono indagine; tra di loro anche due casertani: Salvatore B., 60 anni originario di Santa Maria a Vico, attualmente residente ad Anzio; Salvatore P., 60 anni, nato a Sessa Aurunca, attualmente residente in provincia di Latina. 

Nel corso della fase esecutiva, operata con il supporto di 80 Carabinieri del Comando per la Tutela della Salute, dei Comandi Provinciali di Roma e Latina e del Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pratica di Mare, è stata data esecuzione anche a 11 decreti di sequestro preventivo, emessi a carico di altrettanti soggetti titolari di porto d’armi, il cui rilascio e/o rinnovo era stato ottenuto mediante la produzione di false certificazioni, rilasciate senza sottoposizione a visita medica, con contestuale ritiro cautelativo di 104 armi presso vari obiettivi nelle province di Latina, Roma e Caserta.

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