Le finali regionali di 'sand basket' fanno tappa nel casertano

L’innovativo sport fondato da Gianpaolo Porfidia sta spopolando in Italia e in Europa

Piace molto anche ai pallavolisti e ai bambini, perché abbatte le differenze, i limiti, gli spazi. La finalissima si terrà a settembre a Fiumicino, sulle cui spiagge è nato. Ma il primo campionato nazionale di “sand basket” (letteralmente, “pallacanestro da sabbia”) non poteva non prevedere una tappa a Caserta, terra del suo fondatore Gianpaolo Porfidia, 30 anni, di Recale. 

Dal 12 al 14 luglio, sull’area mercato di Macerata Campania, attrezzata per l’occasione, si disputeranno le finali regionali di uno sport che in poco più di anno ha conquistato mezza Italia e un po’ di Europa: ad agosto è in calendario un open day in Danimarca ed è prevista una trasferta in Grecia. 

L’evento di Macerata è organizzato in collaborazione con l’associazione “’Na chiacchiera” di Recale, animata da Maria Rita Magnotta e da Enza Rauccio, con il patrocinio del Comune. L’altra sera, alla conferenza stampa di presentazione, c’erano il sindaco Stefano Cioffi, gli assessori Andrea Di Matteo e Giusy Stellato, Gianpaolo Porfidia e il fratello Raffaele, tecnico nazionale, che ha contribuito a redigere il regolamento. Le iscrizioni rimarranno aperte fino all’11 luglio, ma i posti disponibili sono limitati. Le gare saranno dirette da arbitri Fip, tra cui Clemente Santonastaso di Caserta. 

Il “sand basket” (non chiamatelo “beach basket”) è la perfetta trasposizione della pallacanestro, con qualche accorgimento legato al tipo di fondo su cui si pratica. Le formazioni sono da 4 giocatori, il canestro è posto a 2,9 metri. È vietato il paleggio, ma sono consentiti fino a un massimo di 3 passi consecutivi (i cosiddetti passi del terzo tempo), il tiro da 3 e il trascinamento della palla. Varianti necessarie, perché muoversi e saltare sulla sabbia è dura. Lo spettacolo, però, è comunque garantito: le gare sono divise in 4 tempi da 6 minuti, che scendono a 4 per i più piccoli, senza interruzioni, tranne che in caso di falli. Si gioca su un campo lungo 20 metri e largo 12, circondato da una zona libera dalle linee laterali e da un fondocampo di almeno 1 metro. Ha già ottenuto il riconoscimento dell’Aics, l’Associazione italiana cultura e sport, presieduta da Bruno Molea, e il plauso di coach nazionali come Gaetano Gebbia. Tra i coordinatori delle tappe regionali figurano i nomi di Fabio Lico, Leonardo Abbate, Francesco Le Pira e Ciccio Romeo.

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