Gravina boccia Ghirelli e la Lega Pro: proposta al Governo la ripresa dei campionati

Il ministro Spadafora darà una risposta giovedì, ipotizzato il 15 giugno il ritorno in campo

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina

Si è chiuso con il dietro-front (relativo alla Lega Pro) il Consiglio Federale che doveva accettare o respingere la proposta scaturita dall’assemblea di Lega che chiedeva la sospensione del campionato. Il presidente federale Gabriele Gravina non ha fatto distinzioni tra le serie professionistiche e mentre è prevalsa l’idea di bloccare la Serie D, ha deciso di mantenere in vita i campionati di A, B e C. Ora bisogna capire quali saranno le reazioni delle società di terza serie che a larghissima maggioranza avevano chiesto la bandiera a scacchi per il loro torneo. Ma ancor più quale sarà la decisione del governo che darà l‘ultima parola alla vicenda.

Come si sa il ministro Vincenzo Spadafora ha chiesto al Comitato tecnico-scientifico che lo supporta un protocollo al quale le società devono attenersi per riprendere le attività; la ragione addotta dai presidenti delle società era quella di non aver energie economiche e logistiche per attuarlo e quindi avevano chiesto la sospensione. Ora ritorna tutto in gioco, magari apportando qualche modifica allo strumento, rendendolo meno oneroso.

Probabilmente Gravina non ha voluto fare distinzioni tra le maggiori componenti del calcio italico, uniformando la decisione a tutte le serie professionistiche. Ma anche l’opzione della promozione delle attuali leader dei tre raggruppamenti e soprattutto la designazione della quarta promovenda hanno indotto il presidente federale a decidere per i verdetti sul campo e quindi a portare a compimento i tornei, evitando così spiacevoli ed inevitabili ricorsi alla giustizia sportiva ed ordinaria da parte di chi si sarebbe sentita lesa nei propri interessi.

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Ora quindi la palla passa al governo che ha in mano il polso della situazione relativa ai residui contagi lungo la penisola e che dovrà pronunciarsi in maniera definitiva: in un modo o nell’altro ci dovrà essere uno sconfitto in questa complicata vicenda. O Gravina, nel caso Spadafora dovesse bocciare la sua decisione oppure Francesco Ghirelli (e con lui tutti i presidenti delle società) che si erano opposti alla ripresa delle ostilità. Inevitabile comunque, se il governo dovesse dare il via libera, un consistente lasso di tempo prima della ripresa. Secondo il sindacato dei calciatori occorrono almeno quaranta giorni di allenamenti prima delle competizioni ufficiali, per cui le residue giornate di campionato dovrebbero disputarsi non prima della fine di giugno, per concludersi entro il mese di luglio.

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