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Casertana ricorre al Tar, D'Agostino: "Pronto ad arrivare fino a Bruxelles"

Il Consiglio Federale blocca estromissioni e ripescaggi in attesa della decisione dei giudici

A circa 24 ore dal verdetto del Collegio di Garanzia il futuro della Casertana appare ancora nebuloso e lungi da assumere una definizione a breve termine. L’esclusione dei falchetti dal calcio professionistico non è ancora definitiva e ci sono ancora carte da giocare prima di alzare definitivamente bandiera bianca.

L’ultima (e flebile) possibilità si chiama Tribunale Amministrativo del Lazio, a cui dopo qualche dubbio la società ha deciso di appellarsi. Subito dopo la sentenza del Coni il presidente D’Agostino si era lasciato andare a parole di sconforto, al punto tale da dichiarare di voler uscire dal mondo del calcio e non investirvi più neanche un euro. Poi col passar delle ore lo scenario è decisamente variato e, consigliato forse dai suoi più stretti collaboratori o forse ancor più dallo stesso avvocato Grassani, ha annunciato che non ha intenzione di fermarsi e ove fosse necessario sarebbe disposto ad adire anche la Corte Europea. Insomma la sua battaglia non si esaurisce qui ed il presidente rossoblù resta sempre più convinto della validità delle sue azioni.

E proprio il ricorso al Tar della Casertana e delle altre squadre cinque escluse dalla giustizia sportiva ha indotto i vertici della Figc a sospendere i verdetti emessi nella tarda serata di ieri. Troppe volte per il passato la giustizia ordinaria ha sovvertito le risultanze di quella di Via Po e pertanto Gravina ha bloccato i provvedimenti previsti per oggi, non tralasciando però di intimare alle società interessate di accelerare le operazioni del nuovo (terzo) ricorso. Allo stesso tempo ha raccomandato l’organismo presieduto da Franco Frattini a pubblicare ad horas le motivazioni che hanno determinato la sentenza, senza le quali le società interessate non possono intraprendere la nuova strada. Lo scopo di accelerare i tempi tende a permettere alla Figc di stilare quanto prima gli organici dei vari campionati ed ai provvedimenti conseguenziali.

Intanto a Caserta tra i tifosi si sono formate due correnti di pensiero: ci sono quelli che auspicano la fine di questa agonia per togliere la Casertana dalle mani di chi ha profondamente deluso la piazza, con l’esclusione della squadra dal professionismo, naturale sbocco di una filosofia poco attenta ai bilanci ed a continue controversie con la piazza; dall’altro lato c’è chi ancora nutre un filo di speranza di mantenersi nel calcio a certi livelli, magari rimandando a dopo l’esito finale eventuali redde rationem con la proprietà.

Tra questi sembra inserirsi il sindaco Carlo Marino che dopo aver esternato il suo rammarico per quanto accaduto, ha espresso la volontà di passare al piano B e cominciare a programmare il futuro, senza ulteriori indugi. Compito arduo quello del primo cittadino che deve dirimere in tempi celeri un problema di non facile soluzione. E deve farlo nel migliore dei modi visto anche l’incedere dei tempi che lo porteranno in autunno a difendere la sua fascia tricolore.

"Pochi giorni fa ho incontrato i nostri tifosi straordinari - ha dichiarato al termine di una lunga nota il sindaco Marino - ragazzi perbene che mi chiedevano semplicemente di riportare le loro famiglie allo stadio. Il mio compito è quello di ripartire e non è colpa mia se siamo stati esclusi per questo atto burocratico, ma ho il dovere di assumermi la responsabilità e di essere una guida forte per affrontare le prossime sfide".

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