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Il caso Casertana non è chiuso: intrapresa la strada del ricorso

Coi falchetti altre quattro squadre sono state escluse dal campionato di Serie C

Atteso ma leggermente intempestivo il verdetto della Commissione di Vigilanza sulle Società di Calcio che, esaminando le richieste di ottenere la licenza nazionale, ha escluso dai campionati di Serie C il Carpi, la Sambenedettese, il Novara, la Paganese e la Casertana. La situazione più grave riguarda proprio la Casertana che ha riportato il parere negativo per l’assenza della fidejussione da allegare alla domanda, mentre le altre quattro potranno avvalersi dell’arma di norme interpretative circa il pagamento di alcuni contributi che all’organo della FIGC sono risultati ostativi per ottenere la licenza.

Ora si apre il capitolo dei ricorsi e mentre le succitate quattro società non dovrebbero avere difficoltà a dimostrare la piena legittimità al titolo sportivo, il compito più arduo spetta ad Edoardo Chiacchio, il legale cui la Casertana ha affidato le sue sorti. Egli dovrà dimostrare che la mancata presentazione del documento contabile non è figlia della insolvenza o incapacità economica della società, bensì riconducibile ad altri intoppi di natura burocratica che ne hanno impedito la presentazione.

C’è da ricordare che proprio in concomitanza della scadenza dell’iscrizione, la Casertana ed il suo presidente Giuseppe D’Agostino era alle prese con la ristrutturazione degli oneri verso erario e fornitori, operazione accolta dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Insomma la Casertana può far valere le sue ragioni, dimostrando di essere in possesso delle adeguate risorse economiche per garantirsi la partecipazione al campionato e ora ha tempo fino al 13 luglio prossimo per esibire quelle credenziali e scongiurare la cancellazione dal campionato professionistico.

In che modo e con quali argomentazioni non è dato sapere, poiché sin dal giorno successivo della mancata iscrizione la società si è chiusa in silenzio e non comunica le strategie adottate, anche attraverso il legale di fiducia. Silenzio che a questo punto potrebbe anche essere interrotto per spiegare alla piazza – in trepida attesa, fosse anche di un miracolo – quali azioni si intende intraprendere qualunque sia l’esito della vicenda. Non resta che attendere le prossime mosse che dovranno portare il Consiglio direttivo della Lega Pro ad emettere il 15 luglio la sua sentenza definitiva.

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