Il presidente D’Agostino a 360 gradi sulla Casertana tra passato e futuro passando per il Corona virus

Il patron: “Impossibile ripartire ora. La delusione? La lettera dei calciatori all’AIC"

Il presidente della Casertana Giuseppe D'Agostino

In diretta streaming tramite la pagina del sito ufficiale della Casertana è tornato a parlare il presidente rossoblu Giuseppe D’Agostino. Sollecitato dai tifosi che ha ringraziato più volte, il patron ha spaziato sugli più svariati argomenti che attualmente orbitano intorno al calcio ed in particolare sulla società da lui presieduta, a cominciare dalla pandemia che ha trasformato una normale stagione calcistica in un incubo di cui ancora non si vede la fine. E di qualche aspetto sul quale il numero uno ha voluto fare chiarezza, come per esempio le spettanze ai calciatori, motivo che in qualche occasione ha provocato fibrillazioni nella tifoseria.

“Sono stati due mesi di silenzio – ha esordito D’Agostino – perché motivi di parlare non ve ne sono stati. Come non c’erano quando con estrema puntualità ho rispettato tutti gli impegni verso i tesserati e i dipendenti. Con la pandemia ormai conclamata sono saltati gli stipendi di febbraio e marzo ma qualcuno ha omesso di dire che il mese precedente erano state corrisposte due mensilità. Ecco, se c’è stata una cosa che mi ha ferito in tutta questa vicenda è stata quando i calciatori mi hanno informato di inviare la lettera all’associazione dei calciatori (in pratica la messa in mora, ndr). A quel punto persone chi mi conoscono da tempo non solo hanno ignorato la mia abituale puntualità ma mi hanno trasmesso un senso di sfiducia nei miei confronti e questo, pur nel loro pieno diritto, mi ha ferito profondamente”.

Il coronavirus ci consegna un presidente più determinato nel perseguire il suo progetto, ma al tempo stesso più maturo nei rapporti interpersonale. “Nei momenti di difficoltà si riescono a distinguere gli amici dai nemici e questo incidente di percorso mi ha aperto la mente su tante persone e d’ora in avanti posso sfruttare una maggiore oculatezza nelle mie scelte e nei rapporti umani”.

Musica per le orecchie dei tifosi collegati perché evidenziavano senza alcuna ombra di dubbio che D’Agostino resta saldamente al timone della società e che la Casertana è impegnata a raggiungere traguardi ambiziosi. “Il progetto tecnico va di pari passo con quello strutturale – prosegue D’Agostino – e la molla che ci dà l’energia per continuare ancora più spediti è l’ininterrotto lavoro che stiamo facendo con le componenti interessate alla realizzazione dello stadio nuovo. Come ho detto in altre occasioni la realizzazione del nuovo Pinto sarà propedeutica per ambiziosi traguardi sia a livello tecnico che a livello sociale. Non si può immaginare una squadra importante senza uno stadio all’altezza e viceversa. Nonostante le difficoltà legate al periodo non ci siamo fermati un momento e a dispetto di qualche inevitabile ritardo penso che per l’inizio dell’anno prossimo si potranno cominciare ad attuare i primi lavori”.

L’attualità più stringente riguarda le continue evoluzioni che investono le società circa la ripresa dell’attività ufficiale. Sul tema, toccato in maniera del tutto chiara nel consiglio federale di ieri, il presidente della Casertana ha le idee abbastanza chiare. “Ripartire? – gli domanda l’addetto stampa Peppe Frondella – non se ne parla proprio. Non c’è alcuna condizione per tornare in campo. Siamo stati molto espliciti noi presidenti della Serie C e chi vuole paragonare il nostro calcio a quello di A e B e fuori cognizioni delle problematiche che ci investono. Hanno adottato un protocollo che solo in Serie A e 4/5 squadre di Serie B possono applicare; tra l’altro scaricando sui presidenti e sui medici sociali delle società la responsabilità in caso di infortuni o malauguratamente di nuovi contagi. Io credo che la proposta al governo da parte del Consiglio Federale sia priva di fondamento e che ci vorrà ancora molto tempo prima di mettere la palla al centro”.

Esplicitato il suo pensiero sulla querelle in atto tra FIGC e Lega Pro, D’Agostino torna a parlare della sua Casertana, illustrando progetti e prospettive future. “Non sono abituato a cambiare così come spira il vento, ma qualche errore, devo ammetterlo, l’ho commesso anche io. Per questo motivo mi sono persuaso a dover ragionare più con la testa che col cuore. Se mi prende l’impulso da tifoso, rischio di sperperare solo denaro ed arrivare al rischio di non poter fare l’iscrizione l’anno successivo. La Casertana che ho in mente prevede una società forte, organizzata, duratura, ma soprattutto che abbia insiti i valori fondamentali di lealtà e di crescita progressiva”.

Sul finire, insieme ai commenti tutti positivi dei tifosi, arrivava pure qualche domanda sull’aspetto tecnico e sul futuro di Ginestra e di Violante, oltre che dei calciatori. Il giudizio sullo staff e sulla squadra da parte del presidente è stato molto positivo relativamente al comportamento in campo, salvo a sorvolare quello del comportamento relativo alla famigerata messa in mora, richiamata qualche minuto prima. “Ma ora non è il momento di pensare a questo – ha concluso il presidente – saranno argomenti da affrontare a tempo debito. E non escludo un confronto con chiunque avesse esigenza di affrontarlo”.

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Un silenzio interrotto per volontà dello stesso D’Agostino e che si è sviluppato come i tifosi auspicavano, ravvivando gli entusiasmi della piazza che avevano necessità di invertire la rotta rispetto al recente passato. Ora i supporters rossoblù danno fiato alle loro speranze, in attesa di capire come e quando calerà il sipario sulla stagione e in che modo la Casertana si appresta ad affrontare il futuro.

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