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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
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Calcioscommesse, partita della Casertana finisce nell'inchiesta

Sono 38 gli indagati nell'indagine condotta dalla procura di Messina

La procura della Repubblica di Messina ha fatto ricorso al Riesame per chiedere l’arresto di 38 persone, tutti indagati nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse, presunte combine realizzate dall’Acr Messina nel girone C di Lega Pro tra il 2015 e il 2016, quando secondo i magistrati vennero ‘alterati’ i risultati di otto partite. Un braccio di ferro col gip del tribunale, che aveva detto “no” all’arresto di 11 persone, richiesto dal pm Massara.

Un’inchiesta durata ben due anni e che vede come inizio della vicenda il match tra Casertana e Messina, giocata il 21 dicembre del 2015 e finita col risultato di 4-1. Va precisato però che nessun tesserato rossoblu è coinvolto nell’indagine della procura.

Stando alle indagini l’allora tecnico giallorosso Arturo Di Napoli, il portiere Alessandro Berardi e il vicepresidente Pietro Gugliotta, in concorso tra loro, avrebbero promesso o offerto denaro o altre utilità ad alcuni compagni. Tra questi figurano il “dodicesimo” Stefano Addario, Daniele Frabotta e Andrea De Vito (indagati insieme ai compagni di squadra Alessandro Parisi, Diogo Tavares, Pietro Baccolo e Carmine Giorgione). L’obiettivo era quello di favorire la vittoria della Casertana.

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