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Lunedì, 16 Maggio 2022
Basket

Gentile al veleno dopo l'addio a Varese: "Ho dato il massimo, serviva capro espiatorio"

Il cestista casertano commenta la vicenda su Instagram: "Far cadere tutte le colpe su una sola persona più facile"

Calano i titoli di coda sull'avventura di Alessandro Gentile a Varese. Dopo la lite con il coach Johan Roijakkers - che aveva cacciato il cestista casertano dall'allenamento accusandolo di scarso impegno - il figlio di Nando Gentile replica dopo l'addio attraverso il proprio profilo Instagram. 

"Sono arrivato a Varese perché mi è stato proposto un progetto di un certo tipo - scrive su Instagram - Per un motivo o per un altro questo progetto non è praticamente mai iniziato. La nuova gestione ha in mente un progetto diverso e ha deciso di rivoluzionare squadra e società, il resto sono solo chiacchiere vuote e speculazioni false: il mio impegno non è mai mancato". 

Gentile poi aggiunge: "le cose sicuramente non sono andate bene e come sempre accade c’è bisogno di trovare un capro espiatorio - rivela - non è facile chiaramente assumersi le proprie responsabilità ed è molto più comodo far ricadere la colpa su altre persone. Ho incontrato a Varese tante belle persone ed è quello che porterò con me, per quanto riguarda il resto, il tempo è galantuomo e sicuramente chi conosce davvero la situazione sa bene come sono andate le cose. Quando mi sveglierò domani mattina continuerò a fare della mia passione un lavoro e già solo per questo motivo mi sento estremamente grato e benedetto: il resto sono solo parole superflue per riempire pagine di giornali e siti internet privi di alcun significato e intenti solo a creare una polemica che non esiste. Come sempre ho fatto il massimo, a volte riuscendo ad avere buoni risultati a volte no, ma sicuramente mettendoci sempre la faccia e mai nascondendomi: il parafulmini non c’è più".

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