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Motociclismo, Riccardo Russo al Campionato Europeo Superstock 600

Caserta - Questo fine settimana a Monza nella prova del Campionato Europeo Superstock 600 a realizzare i suoi sogni di velocità ci sarà Riccardo Russo, diciassettenne pilota del Team Bike & Motor Racing e del Moto Club Piccole Pesti. Russo ha...

Questo fine settimana a Monza nella prova del Campionato Europeo Superstock 600 a realizzare i suoi sogni di velocità ci sarà Riccardo Russo, diciassettenne pilota del Team Bike & Motor Racing e del Moto Club Piccole Pesti. Russo ha avuto modo di provare le alte velocità della pista lombarda la settimana scorsa, in occasione delle prove del Civ, nella classe 600 Stock, e della R6 Cup: "Purtroppo - dice il casertano - sono stato vittima di un incidente nella gara della R6 Cup. Era il quarto giro, ed ero al comando, quando Danilo Paoloni nel sorpassarmi dopo la Ascari, mi chiude la traiettoria, e ci tocchiamo. Stavamo intorno ai 250 km/h, e non sono riuscito a governare la moto. Il volo è stato inevitabile e solo un miracolo mi ha permesso di tornare nel box con tanti lividi, ma con le mie gambe. Paoloni dopo la gara è venuto a trovarmi nel box, per sincerarsi sulle mie condizioni. Ci siamo chiariti, e siamo pronti per duellare sportivamente ai prossimi appuntamenti. La prova del Civ, mio malgrado, è stata condizionata dall'incidente, perché il dolore mi ha portato all'errore subito dopo il via. Spero di smaltire i postumi dell'incidente in questi giorni, per essere pronto al via di domenica". Russo è tra le future promesse della velocità italiane, e la prova dell'Europeo rappresenta una buona vetrina dove mostrare le doti del suo polso: "Chiudere - spiega - nella top ten, è il mio obiettivo. Cercherò di sfruttare a mio favore il gioco delle scie, aspetto fondamentale in un circuito veloce come quello monzese. Al di là del risultato alla bandiera a scacchi, conterà fare tanta esperienza, perché mi rendo conto che spesso è questo aspetto a fare la differenza nelle gare. Non basta essere tra i più veloci, ma occorre anche quella furbizia che viene solo dopo aver percorso tanti chilometri di gara".

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