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Gli inarrestabili Valentino e Cammarelle volano in finale

(Milano) l'Italia non poteva chiedere di meglio: due azzurri in semifinale e due splendide vittorie, di cui una prima del limite. La prima grazie al veloce cubano di Marcianise, che in questo mondiale ha emozionato e incantato per la sua grinta e...

(Milano) l'Italia non poteva chiedere di meglio: due azzurri in semifinale e due splendide vittorie, di cui una prima del limite. La prima grazie al veloce cubano di Marcianise, che in questo mondiale ha emozionato e incantato per la sua grinta e determinazione. Merito della fame di vittoria che Domenico Valentino, sesto nella classifica delle teste di serie dei 60 Kg. stilate dall'AIBA, ha coltivato ed fatto crescere giorno dopo giorno, match dopo match, fino alla riconquista del posto. Questa volta, però, il colore che Valentino vuole indossare è l'oro. Classe '85, di Marcianise, appartenente al Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro, quattro volte campione italiano, campione mondiale militare nel 2003, bronzo ai Campionati Europei del 2004, che ha fatto parte della spedizione olimpica ad Atene 2004 e a Pechino 2008, medaglia di bronzo ai Campionati Mondiali in Cina nel 2005, argento a quelli di Chicago 2007 e oro ai XVI Giochi del Mediterraneo Pescara 2009, Mirko finora ha fatto fuori l'Iraq, la Korea, Cuba e oggi la Georgia, in un escalation sensazionale giocata in velocità, sicurezza e grande concentrazione. Questo è il mondiale di Domenico Valentino.
A spronarlo oggi è stato anche il pubblico, sua moglie Rossana, i suo i familiari e gli amici di sempre tra cui i colleghi Pinto, Cirillo, Del Monte, Rossano e Grieco, che lo hanno incitato fino alla fine: "Valentino ora il mondo si inchina ai tuoi piedi". Più che una scritta da striscione, una realtà difesa con i denti da Mirko che ha superato per 15 a 2 il georgiano Koba Pkhakadze, classe '86, campione nazionale in carica, bronzo al Torneo di Qualificazione dei Giochi Olimpici di Pechino 2008 e ad Atene nel 2004, che ha partecipato agli scorsi mondiali ed a quelli di Mianjang nel 2005.
Valentino si è subito imposto nella prima ripresa, finita per 4 a 2, lavorando molto con il sinistro nella fase preparatoria dell'azione e, nello sviluppo, con una serie di diretti che sono stati la combinazione chiave per aggiudicarsi il match. Nella seconda ripresa, finita per 9 a 2, il gioco si è ripetuto, Valentino ha accorciato la distanza, e l'intensità del match è aumentata. Con agilità e grande mobilità di gambe, Mirko ha chiuso anche il terzo round a suo favore, fintando spesso ed entrando nella guardia del georgiano con grande disinvoltura ma senza affaticarsi troppo. Le energie ora servono per la finale di domani.
Contro le aspettative azzurre, che avevano dato per vinto Albert Selimov, settimo nella classifica delle teste di serie, il secondo finalista è il portoricano Jose Pedraza, ottava testa di serie della categoria, che oggi ha battuto il russo per 9 a 5. Si tratta di un pugile esperto alla portata comunque dell'italiano: classe '89, campione Nazionale in carica, bronzo all'AIBA World Cup di Mosca 2008, in cui ha battuto proprio il russo Selimov, decimo classificato ai Giochi di Pechino 2008, oro al Torneo di Qualificazione Olimpica Panamericano nel 2008 e bronzo ai Giochi Panamericani del 2007.
Il match dei +91 Kg. che ha visto protagonista l'inavvicinabile colosso di Cinisello Balsamo non è durato neanche il tempo di un applauso. Al trentacinquesimo secondo della prima ripresa l'azzurro si è fatto strada con il destro ed ha portato il suo sinistro micidiale facendo vacillare il bielorusso Viktar Zuyev, contato dall'arbitro e fermato dal suo secondo che ha gettato a terra l'asciugamano. Classe '83, oro al Torneo di Qualificazione dei Giochi Olimpici di Pechino 2008 a Roseto degli Abruzzi, tra i partecipanti alle scorse Olimpiadi ed agli scorsi mondiali, campione nazionale e medaglia d'argento ad Atene 2004, in cui incontrò nella fase dei preliminari l'azzurro Daniel Betti superandolo per RSCI alla prima ripresa, Zuyev oggi ha dovuto subire il KOt dell'oro di Pechino 2008 Roberto Cammarelle e per giunta con il colpo che lo ha reso celebre in occasione delle Olimpiadi.
Come Valentino pensava che sul ring delle finali lo aspettasse il russo Selimov, così Cammarelle sperava in un nuovo incontro con l'avversario di Pechino, il cinese Zhan Zhilei. Nessuno dei due atleti azzurri è stato accontentato. Ad avere la meglio nella seconda semifinale dei +91 kg. è stato l'ucraino Roman Kapitonenko, che ha battuto Zhang per 5 a 2. L'ucraino, classe '81, campione nazionale in carica, sesto classificato all'AIBA World Cup di Mosca 2008, bronzo ai Campionati Europei del 2008, è una vecchia conoscenza di Cammarelle, che l'ha già incontrato e battuto in Italia ed a Kiev, in occasione del Klichko Brothers Tournament a Kiev nel 2008, nelle semifinale per 14 a 6. Nessuna preoccupazione per il ragioniere del ring, la cui esperienza a ventinove anni non è neanche paragonabile a quella dell'ucraino: otto volte campione italiano assoluto, vicecampione europeo nel 2002 e 2004, bronzo ai Giochi Olimpici di Atene 2004, campione mondiali militari nel 2004, Oro ai Giochi del Mediterraneo di Almeria 2005, bronzo ai campionati mondiali Cina 2005, oro ai Campionati Mondiali Chicago 2007, oro ai Giochi Olimpici di Pechino 2008 e oro ai XVI Giochi del Mediterraneo Pescara 2009.
Grande la soddisfazione del team azzurro, del Presidente della FPI Franco Falcinelli e del Presidente del CONI Gianni Petrucci. Un successo di cui va orgoglioso anche il Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro, rappresentato oggi dal suo presidente Dott. Francesco Montini.

I commenti all'angolo azzurro?
Il CT Francesco Damiani: "Valentino ha avuto l'asso nella manica. Ha cercato la vittoria e se l'è meritata. Un grande successo che lo proietta verso una finale in cui sono sicuro che darà spettacolo. Domani sarà ancora più avvincente. In questo mondiale sta dimostrando di essere un grande tempista, con le sue braccia lunghe ed il ritrovato destro, portato con determinazione. A Chicago per il problema alla mano non volevo fargli disputare la finale. Ma lui ha insistito ed alla fine, con grinta, ha conquistato la medaglia d'argento. Adesso siamo sulla strada giusta per l'oro".
Il tecnico Raffaele Bergamasco: "Domani Valentino non penso che avrà problemi. Il portoricano è un avversario adatto a lui. Viene dentro e porta ganci rapidi. Di sicuro è un uomo più difficile rispetto al russo. Ma Valentino è in grande forma. Cammarelle avrebbe preferito incontrare il cinese, con lui è in atto una guerra psicologica! Comunque l'ucraino è alla sua portata e l'ha già incontrato due volte".

Domenico Valentino: "Spero di entrare nella storia. Dopo Tommaso Russo, Clemente Russo, Roberto Cammarelle, spero veramente di far parte dell'albo d'oro. La fame di vittoria mi ha portato fino a qui. Mi sono preso la mia rivincita. Oggi è venuta a vedermi quasi tutta Marcianise. Domani saranno ancora di più e verranno con un pullman guidato dal mio vecchio maestro Munno. Loro mi danno la carica ed io non posso deluderli. Stasera alla terza ripresa ho voluto risparmiare le energie e conservarle per domani e non ho fatto neanche uno show come ieri, per rispetto dell'avversario, dato che so che il cubano ieri c'è rimasto male. Io scherzavo con il gesto del cane! ".


Robero Cammarelle: "Volevo fare di più e domani lo farò. Voglio fare una bella finale. Oggi mi è uscito il classico 'siluro', come lo chiama il maestro Nazzareno Mela, il colpo che mi ha fatto chiudere le Olimpiadi. Per domani avrei voluto incontrare Zhang, che proprio oggi mi ha detto che quando si incontra con me dopo deve stare sempre sdraiato. Oggi ho inseguito Valentino, come promesso, e dopo lo prenderò in giro? perché ho finito prima di lui!"

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