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Mondiali Boxe, Russo batte anche il kazako Vassily Levit

Marcianise - Una vittoria per l'Italia, quella del romano Alessio Di Savino nei 57 Kg., e due sconfitte, quelle dei giovani Alessandro Marziali, nei 69 Kg., e Gianluca Rosciglione, negli 81 Kg.. L'ultimo azzurro in gara, che ha chiuso la terza...

Una vittoria per l'Italia, quella del romano Alessio Di Savino nei 57 Kg., e due sconfitte, quelle dei giovani Alessandro Marziali, nei 69 Kg., e Gianluca Rosciglione, negli 81 Kg.. L'ultimo azzurro in gara, che ha chiuso la terza sessione della giornata è stato l'atteso "Tatanka", che ha continuato la sua tradizione imponendosi di nome e di fatto.
Le gradinate del Mediolanum si sono riempite in suo onore ed il tifo si è fatto sentire. Eliminato con facilità l'ecuadoriano Julio Castillo, battuto per 16 a 1, Clemente Russo stasera non si è di certo risparmiato, impegnandosi al massimo, in zona sedicesimi, contro il kazaco Vassily Levit, classe '88, campione asiatico e campione nazionale in carica, argento ai Campionati Mondiali Universitari nel 2008, oro al Pepenchenko Memorial Tournament, che nel 2008 al Nurmagambetov Memorial Tournament è stato battuto da un vecchio nemico di Clemente, il russo Rakhim Chakhkiyev, e nel 2009 in occasione del Bolivarian Alternative Games a Santiago de Cuba si è confrontato con l'ecuadoriano Julio Castillo nei quarti di finale.
Un match non facile per l'azzurro di Marcianise che, però, si è imposto per esperienza e per lo stile che lo contraddistingue. Classe '82, appartenente al Gruppo Sortivo delle Fiamme Oro, sette volte campione italiano assoluto, campione mondiale militare nel 2004, oro ai Giochi del Mediterraneo di Almeria 2005, oro ai Campionati Mondiali Chicago 2007, argento a Pechino 2008 e oro ai XVI Giochi del Mediterraneo Pescara 2009, Russo non poteva fare altrimenti, considerando che la forma fisica sembra essere migliore di quella di Pechino. Fin dalla prima ripresa, finita per 1 a 0, di studio per l'azzurro, Russo ha girato intorno all'avversario privilegiando una boxe di rimessa agli attacchi di Levit, molto mobile sul tronco ma poco incisivo nei colpi. Nella seconda ripresa il kazako ha continuato a pressare pesantemente l'azzurro, che lo ha anticipato con ganci potenti, anche in contrattacco, che hanno chiuso il round sull'8 a 3. Il terzo round ha confermato il dominio di Russo che, con un primo gancio sinistro, ha dato il via ad una serie di azioni, fintando e schivando i continui e pericolosi attacchi di Levit. Il match si è concluso con il punteggio di 14 a 4.
Negli ottavi si ripresenterà l'ostacolo Russia, che oggi ha fatto fuori con estrema semplicità l'Azarbaijan, rappresentato dall'atleta Elchin Alizada, sconfitto per 10 a 0, nel match arbitrato dall'italiano Enrico Apa. Questa volta, però, sarà ancora più dura per Egor Mekhontsev, classe 84', oro ai Torneo di Strandja a Plovdiv nel 2009, in cui ha battuto in semifinale per 6 a 2 il forte cubano Osmay Acosta Duarte, favorito in questi mondiali essendo la prima teste di serie, e campione europeo nel 2008 a Liverpool, atleta che l'azzurro ha incontrato in occasione del Dual Match Italia vs Russia, conclusosi con una vittoria a testa lanciata in previsione dei mondiali. Martedì 8 settembre sapremo chi avrà la meglio e chi si confronterà con il vincitore tra il turco Bahram Muzaffer, che oggi ha battuto il croato Marko Calic per 8 a 3, ed il bielorusso Ramazan Magamedau, che oggi ha superato per 8 a 6 lo slovacco Sandro Dirnfeld. Due atleti alla portata di Russo.

I commenti all'angolo azzurro?
Il CT Francesco Damiani: "Lo sapevamo che il kazako sarebbe stato insidioso. Russo, però, quando trova questi istrioni ci va a nozze. Il pubblico, poi, gli ha dato la spinta giusta. Lui si gasa in questi momenti di euforia e dà il meglio di sé. Speriamo che continui così".

Il tecnico Raffaele Bergamasco: "Siamo soddisfatti, anche se ce l'aspettavamo. Il russo negli ottavi non ci preoccupa perché quando Clemente affronta un pugile vero sa come metterlo in difficoltà".
Clemente Russo: "Il kazako mi ha fatto faticare ma l'ho battuto usando la testa e mettendo i colpi giusti per chiudere il match. Ho agito più da cobra che da "Tatanka" (bisonte). Non ho attaccato all'inizio ma solo girato intorno all'avversario, boxando di rimessa. Mi aspettano quattro giorni di fuoco, a cominciare da martedì in cui incontrerò il campione europeo. Continuerò ad adottare la mia teoria: risparmiare quanto più possibile fino alla fine. Finora ho mantenuto la promessa del manifesto: ho fatto salire la gente sul ring di Milano!".

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