Il figlio va in panchina, il padre aggredisce allenatore. Il presidente lo caccia

Il baby calciatore espulso dalla società per le intemperanze del genitori. Nugnes: "Questi episodi ledono l’immagine e i valori che la nostra società cerca di trasmettere giorno dopo giorno"

Massimo Nugnes, presidente della Frocalcio

Un baby calciatore 13enne allontanato dalla scuola calcio Frocalcio San Luciano Academy per colpa… del padre. Sì, è stata questa la decisione presa dalla società del presidente Massimo Nugnes in seguito di “comportamenti inadeguati del genitore del nostro tesserato”.

A raccontare quanto accaduto è proprio il presidente Nugnes che già in passato ha dimostrato di voler “insegnare prima i nostri atleti ad essere dei veri e propri uomini” perché il calcio “è un gioco e questo non bisogna dimenticarlo mai”. Solo che troppo spesso i genitori soprattutto dei calciatori più giovani dimenticano che i loro figli stanno facendo attività fisica e soprattutto stanno socializzando con i loro coetanei e danno importanza solamente a quel pallone che rotola. E quando il proprio figlio è seduto in panchina ecco che scatta qualcosa di perverso che sfocia anche in violenza: “C’è stata anche una aggressione da parte del genitore all'allenatore che, onestamente, non potevo tollerare – continua il presidente Nugnes – ed è per questo motivo che ho deciso di prendere questa decisione forte. Questi episodi ledono l’immagine e i valori che la nostra società cerca di trasmettere giorno dopo giorno. Augurandoci che questa non si verifichi mai più”.

Questo è sicuramente un modo per rendere sempre più ‘pulito’ il mondo del calcio e questo gesto della Frocalcio deve essere sicuramente visto come ‘simbolico’ per guardare ad un futuro che sia “sicuramente più sereno perché nella nostra scuola calcio insegniamo prima di tutto l’educazione. Vogliamo che crescano gli uomini del domani, prima di guardare all’atleta e al calciatore”.

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Anche se a pagare poi è il 13enne per un errore del genitore: “Purtroppo il calcio giovanile è distrutto da alcuni genitori che pensano sempre di avere dei veri e propri top player – conclude Nugnes – vorrebbero vedere sempre i loro figli in campo senza nemmeno pensare che ci sono tanti altri ragazzini che meritano di scendere sul prato verde. Ci sono tante altre scuole calcio dove questo papà può portare il figlio, ripeto: mi dispiace per il nostro ragazzo ma non per il papà. Non potevamo soprassedere su un comportamento aggressivo che non rispecchia i valori che ogni giorno insegniamo ai nostri ragazzini”.

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