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Prandelli: 'No alla cultura del sospetto, pensiamo a vincere'

(Cracovia) Il giorno dopo il pari con la Croazia c'è il rammarico per un'occasione gettata al vento. Cesare Prandelli non crede alla tesi del 'biscotto' ed è convinto che la Spagna farà la sua partita. "Noi – avverte - dobbiamo pensare solo alla...

(Cracovia) Il giorno dopo il pari con la Croazia c'è il rammarico per un'occasione gettata al vento. Cesare Prandelli non crede alla tesi del 'biscotto' ed è convinto che la Spagna farà la sua partita. "Noi - avverte - dobbiamo pensare solo alla sfida con l'Irlanda e non alimentare la cultura del sospetto. La Spagna ha fatto del gioco e dello spettacolo il suo marchio di fabbrica. Farà la sua partita e la vincerà. Sono Campioni del Mondo e d'Europa in carica, è sufficiente questo. A noi basterà l'uno a zero per passare il turno".Il Ct non crede neanche ad un'Irlanda remissiva, anzi: "Arriverà alla gara con la voglia di fare risultato per lasciare al meglio la competizione e conoscendo la professionalità e la mentalità di Trapattoni non ci faranno favori ed è giusto così. Troveremo un'Irlanda motivatissima. Noi dovremo essere bravi e concentrarci solo sulla nostra gara".Prandelli fa chiaramente capire che nonostante il recupero di Barzagli, ormai stabilmente in gruppo, l'idea è quella di non cambiare modulo: "Abbiamo recuperato Andrea e questo significa che abbiamo lavorato bene. Sul modulo non ho intenzione di cambiare, per il momento dà molte più certezze rispetto al precedente. Pensavo che ritornare a quattro fosse più semplice, ma invece ho capito che i ragazzi giocano con questo sistema da troppo tempo e le certezze sono maggiori con la difesa a tre". Per quanto riguarda eventuali cambi Prandelli conferma che con l'Irlanda ci saranno novità: "Ho chiesto ai ragazzi come stavano e mi hanno detto tutti bene. E' chiaro che vogliamo vedere domani con i test fisici. I test ci diranno chi ha recuperato veramente e quindi dopo decideremo. L'idea è quella di fare tre o quattro cambi". Il Ct parla anche di quanto sia importante il dialogo all'interno del gruppo: "I confronti ci devono sempre essere e da quello di stamattina sono venute fuori tante cose. Ho detto ai miei ragazzi che finché giochiamo a calcio siamo una buona squadra. Il problema è che dobbiamo riuscire a difendere più alti. La condizione fisica c'è, il nostro è più un calo mentale". A chi gli chiede spiegazioni in merito al cambio tra Balotelli e Di Natale risponde: "La sostituzione di Mario è dovuta al fatto che lui non stava più aiutando la squadra. Se vieni incontro devi tenere il pallone, altrimenti mi devi dare profondità. Mi sono sgolato per quindici minuti, alla fine l'ho tolto. Queste cose le ho dette anche a Mario. Gli voglio bene, ma deve capire che deve aiutare di più i compagni. Ha potenzialità straordinarie, ma deve dare qualcosa in più. Nessuno deve dire 'Io' in questa squadra. Questo è il messaggio che stanno facendo passare tutti. Credo che già fra tre giorni lui ci possa dare una grande mano. Se il problema è il peso di questa maglia, lui deve imparare a convivere anche con queste emozioni. Noi siamo qui per aiutarlo. Ci aspettiamo sicuramente una grande reazione da lui".Prandelli torna poi sulla mentalità e ammette: "Ieri abbiamo sbagliato quando ci siamo difesi troppo bassi. Questa squadra deve essere sempre propositiva. Quando giochiamo riusciamo a non arretrare e non rischiamo come ieri. Purtroppo c'è stato un errore del migliore in campo (Chiellini, ndr), ma quello ci può stare e lui lo ha ammesso. Il problema è che quando non sei propositivo, può capitare che basta un cross per rovinarti tutto il piano tattico". Non manca una replica al Ct croato Bilic, che si era lamentato dell'arbitraggio di Webb. "Non è mai bello parlare di queste cose, ma se bisogna andare a guardare il pelo nell'uovo, allora a noi sono stati fischiati due fuorigioco che non c'erano e che avrebbero messo due volte due uomini soli davanti al portiere. Ora saremmo qui a parlare di altro".

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