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Mondiali Nuoto, Pellegrini day: e' argento nei 200 sl

Un argento che vale oro e molto di più. Un argento che vale lacrime di commozione. Che vale incredulità. Che vale la quinta medaglia in altrettanti mondiali sui 200 stile libero. Che vale il primato personale col costume in tessuto. Federica...

Un argento che vale oro e molto di più. Un argento che vale lacrime di commozione. Che vale incredulità. Che vale la quinta medaglia in altrettanti mondiali sui 200 stile libero. Che vale il primato personale col costume in tessuto. Federica Pellegrini torna lì. Sul podio. Con un sorriso che rispecchia lo stato d'animo felice. Sereno e fiducioso. Perché dopo un anno leggero, vissuto senza pressioni e con il naso all'in su, arrivare a tre decimi dall'oro mondiale a pancia in giù è quasi una magia. Federica Pellegrini c'ha stupito. C'ha provato quasi per gioco. Senza particolari aspettative. Non come Missy Franklin che doveva vincere e per farlo ha persino rinunciato alle semifinali dei 50 dorso e alla ricerca degli otto iridati. Michael Phleps si nasce... non si diventa.
La statunitense ha vinto in 1'54"82 (26"93, 55"56, 1'25"05). Ma per poco. Agli ultimi metri sembrava ferma perché i nostri occhi erano puntati sulla "Fede nazionale", che si avvicinava e si avvicinava sempre di pù. Quasi a toccare il muro prima di lei. Bastavano tre metri in più. Ma non conta. Ciò che davvero ha importanza, e rimarrà nella storia italiana, è l'impresa di Federica che in 1'55"14 (27"40, 56"63, 1'26"07), migliora il personale in tessuto di 1'55"45 con cui conquistò l'oro ai campionati europei di Budapest nel 2010. "Mi viene da piangere - svela appena uscita dalla vasca - Sono allibita. Ci tenevo tanto seppur non avessi particolari aspettative. Sono sorpresa, incredula e felice. Non mi aspettavo di tornare subito sul podio dopo la delusione di Londra. E' stato un anno di transizione. Dove ho cambiato metodi di allenamento e preparazione fisica e ho nuotato a dorso. Ho deciso di nuotare i 200 con Philippe (Lucas), Matteo (Giunta) e Filippo (Magnini). Li ringrazio, così come ringrazio tutte le persone che mi vogliono bene e mi sono vicine. Questa medaglia è tra le più belle della mia carriera e la dedico a me stessa. Penso di meritarla dopo le polemiche seguite alle Olimpiadi. Ma soprattutto è una medaglia siginificativa - continua la primatista mondiale; sulla distanza già campionessa (2008) e vice campionessa olimpica (2004), due volte campionessa mondiale (2009 e 2011), argento (2005) e bronzo (2007) - Mi trasmesse fiducia per il futuro. Consolida le mie scelte e mi dice che ho ancora margini di miglioramento significativi". Una conferma importante per la veneta di Spinea, che compirà 25 anni lunedì prossimo ed è tesserata per il CC Aniene. "Non potevo impedirle di nuotare i 200 stile libero - sottolinea il tecnico Lucas - Federica sta molto bene fisicamente grazie al lavoro svolto con Matteo Giunta. E' solidissima di testa. Altrimenti nono avrebbe potuto nuotare così, senza allenamento specifico. Nuotare i 200 le viene naturale. Le tattiche sono secondarie. L'importante è lavorare. Poi tutto è possibile. Mi trovo molto bene con lei, lo staff e la Federazione Italiana Nuoto". Al terzo posto, per la cronaca, si piazza la vice campionessa olimpica Camille Muffat in 1'55"72. A Londra nuotò in 1'55"58. Sarebbe stata dietro Federica. Ed entrambe dietro alla statunitense Allison Schmitt (1'53"61).

L'Italia del nuoto, però, non è solo Federica Pellegrini. In finale mondiale c'erano anche Mattia Pesce nei 50 rana e Gregorio Paltrinieri nei 1500. In semifinale Luca Dotto e Filippo Magnini nei 100 stile libero e Stefania Pirozzi nei 200 farfalla.Nella finale dei 50 rana Mattia Pesce è ottavo in 27"53. Il campione italiano non è riuscito ad avvicinare il primato personale di 27"32 timbrato agli assoluti indoor di aprile a Riccione. Giustamente c'ha provato. Conosceva i rischi. Sapeva che sarebbe bastato un errore, ma pure che per inseguire i desideri doveva nuotare senza paura. Ha strafatto, andando fuori giri. Resta la finale mondiale. Essere nella top 8. Un importante riconoscimento alla crescita di questo trevigiano, romano d'adozione, che parla e nuota con consapevolezza. "I 50 rana sono come la finale di un mondiale di calcio decisa dai rigori ad oltranza. Un errore e sei fuori - dice il 23enne azzurro, tesserato per Fiamme Oro e Forum ed allenato da Mirko Nozzolino - Sono contento per aver raggiunto la mia prima finale mondiale e so dove e come lavorare per continuare a crescere". Ha vinto il sudafricano Cameron Van der Burgh, già d'argento nei 100, in 26"77.
Il programma pomeridiano è chiuso dagli 800 stile libero con Gregorio Paltrinieri. Il vicecampione europeo nuota in 7'50"29 (1'55"31, 3'54"04, 5'52"76) e non è contento. Come da pronostico vince il cinese Sun Yang in 7'41"36, seguito dallo statunitense Michael McBroom in 7'43"60 e dal canadese Ryan Cochrane in 7'43"70. Gregorio, peraltro campione d'Europa in vasca corta e lunga dei 1500, è sesto. "Ho nuotato sotto tono. Mi aspettavo di abbassare il personale di 7'48"22 invece ho faticato più del previsto - racconta l'azzurro che il 5 settembre compirà 19 anni; tesserato per Fiamme Oro e Coopernuto ed allenato presso il Centro Federale di Ostia dal tecnico federale Stefano Morini - Non ho avvertito buone sensazioni. Mi riesce meglio nuotare al mattino che al pomeriggio. Strano. E' vero che ho preparato i 1500 e ho saltato la metà degli allenamenti negli ultimi due mesi per gli esami in Polizia e di maturità, ma non vorrei provare le stesse sensazioni nei 1500. Sapevo che era un anno difficile. Che l'importante era mantenere lo stato di forma il più a lungo possibile per dedicarmi totalmente al nuoto dal settembre prossimo. Però continuo a credere in un risultato importante nei 1500. So di essere competitivo e voglio dimostrarlo".Nel frattempo le semifinali. I primi ad entrare in vasca sono stati Luca Dotto e Filippo Magnini, insieme nella seconda semifinale dei 100 stile libero. Dotto passa ai 50 in 23"21 e chiude in 48"46 con la qualificazione alle finale e l'ottavo tempo di ingresso; Filippo Magnini passa in 23"68 e chiude in 49"12, sedicesimo. Il miglior tempo è dell'olimpionico statunitense Nathan Adrian con 47"95. "Obiettivo raggiunto - afferma il 23enne padovano ma romano d'adozione, tesserato per Forestale e Larus Nuoto ed allenato dal tecnico federale Claudio Rossetto e da Alessandro Mencarelli - Al di là del tempo era importante entrare in finale per la seconda volta consecutiva. Nuoterò in corsia laterale. Senza onde. Può essere un vantaggio. Tolti Adrian e l'australiano James Magnussen tutto è possibile. Anche se il podio è razionalmente molto difficile da raggiungere". Desolato Re Magno, bicampione del mondo nei 2005 e 2007 e campione d'Europa in carica. "Ho nuotato bene sino al passaggio di metà gara, poi sono imploso - racconta il 31enne di Pesaro allenato da Philippe Lucas e tesserato per il Team Lombardia MGM - Purtroppo il tempo è in linea con quelli delle frazioni lanciate in staffetta e delle batterie. Tra gennaio e aprile ho fatto fatica in allenamento. Forse sto pagando quel periodo. Ma sono disorientato perché sono stato più veloce agli assoluti e al Settecolli. Mentre la gara per cui si lavora è questa. Ora vediamo di contribuire a far passare il turno alla staffetta 4x200".Nella semifinale dei 200 farfalla Stefania Pirozzi migliora di nuovo il primato personale abbassandolo a 2'08"09, dopo che lo aveva già ritoccato in batteria, ma non le basta per entrare in finale. Nella classifica generale è undicesima. "Se avessi nuotato 2'07"8 sarei entrata. L'obiettivo era quello - asserisce la 19enne beneventana di Apollosa, tesserata per Fiamme Oro e CC Napoli ed allenata da Lello Avagnano - So di aver quel tempo nelle braccia. Sono dispiaciuta".

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