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Verratti: Io, Immobile e Insigne, dalla Serie B con Zeman al Mondiale

(Roma) Dopo aver fatto innamorare i tifosi parigini, essersi guadagnato la stima di un certo Zlatan Ibrahimovic ("l'ho sentito due giorni fa e mi ha detto di stare tranquillo, che sarei entrato tra i 23"), per Marco Verratti è arrivato il momento...

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(Roma) Dopo aver fatto innamorare i tifosi parigini, essersi guadagnato la stima di un certo Zlatan Ibrahimovic ("l'ho sentito due giorni fa e mi ha detto di stare tranquillo, che sarei entrato tra i 23"), per Marco Verratti è arrivato il momento di conquistare definitivamente tutti gli italiani. Due anni fa con Ciro Immobile e Lorenzo Insigne era uno dei gioiellini protagonisti della promozione in Serie A del Pescara di Zeman, oggi tutti e tre si preparano a vivere il primo Mondiale delle loro giovani vite sportive: "Abbiamo iniziato dalla Serie B - ricorda il centrocampista del Paris Saint Germain - e dopo due anni ci troviamo a giocare un Mondiale. E' bello fare questo torneo con due compagni, con due grandi amici. Per noi Zeman è stato un grande maestro, ci ha dato tanto a livello di gioco e di carattere, ci ha fatto crescere moltissimo. Da quell'anno con lui sono partite le nostre tre carriere".

Sabato sera a Londra Cesare Prandelli gli ha messo in mano le chiavi del centrocampo azzurro e la sua prestazione con l'Irlanda ha soddisfatto il Ct: "Quando sono stato chiamato tra i 30, la mia priorità è stata cercare di essere tra i 23. Ho cercato di dare il massimo e ora sono contento di far parte di questa spedizione. Spero di fare un grande Mondiale, il nostro sogno è vincerlo, ma a parole siamo tutti bravi. Sappiamo che è una competizione difficile, è bene pensare al debutto con l'Inghilterra e ad una partita per volta. Pensare solo che rappresenteremo milioni di persone fa venire i brividi".
Di complimenti ne ha ricevuti tanti, ma Prandelli non ha mai perso l'occasione per sottolineare qualche piccolo difetto da limare: "E' importante avere un mister che ti sprona sempre, siamo giovani e sappiamo noi per primi che bisogna migliorare. Meglio un tecnico così che uno che ti dice sempre bravo anche quando meriti una strigliata". E' importante anche poter non essere considerato soltanto un vice-Pirlo: "E' vero - conferma - un conto è essere l'alternativa in un ruolo, un conto poter giocare in altri ruoli. Posso farlo e questo gioca a mio favore. Al Mondiale ognuno è indispensabile, deve dare il 120% e sfruttare ogni possibilità".

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