Domenica, 13 Giugno 2021
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Juventus, Andrea Agnelli: 'Cambiare il calcio attraverso il dialogo'

(Torino) Una riforma strutturale del sistema calcio in Italia, per poter tornare ai fasti di un tempo e competere ai più alti livelli. E' quanto chiede con forza Andrea Agnelli sia durante l'Assemblea degli Azionisti tenutasi oggi al Lingotto, sia...

(Torino) Una riforma strutturale del sistema calcio in Italia, per poter tornare ai fasti di un tempo e competere ai più alti livelli. E' quanto chiede con forza Andrea Agnelli sia durante l'Assemblea degli Azionisti tenutasi oggi al Lingotto, sia nel corso della successiva conferenza stampa: «La Juventus negli ultimi due anni ha operato dei cambiamenti radicali - spiega il Presidente - sia a livello dirigenziale, che per quanto riguarda la squadra. Dovevamo prima creare una società che funzionasse ed è stato fatto. Arriva un punto però nel quale un club non può più crescere autonomamente. E' necessario che sia tutto il sistema a progredire. Ora non si tratta di criticare il passato, ma di avere un dialogo costruttivo con le varie istituzioni».
I passi da compiere sono tanti e tutti cruciali: «Serve una legge sugli stadi, una sulla tutela dei marchi, la riforma della legge 91 dell'81 sulla figura dello sportivo professionista, una riforma della giustizia sportiva in senso garantista. Inoltre, con tutto il rispetto per le persone è sbagliato che siano dei dopolavoristi e non dei professionisti a giudicare situazioni in cui sono in gioco interessi multimilionari. Alcuni temi riguardano il governo, altri il Coni, altri la Federazione e altri ancora la Lega. Il nostro auspicio è che questa nostra volontà venga condivisa e che si possa intervenire con urgenza su tutti questi aspetti».
Gli interessi in gioco sono elevati e riguardano tutto il calcio italiano: «Lo scenario, rispetto a dieci anni fa è cambiato - interviene l'amministratore delegato Giuseppe Marotta - I risultati sono calati e di conseguenza sono cambiati ranking e fatturato. Quello delle squadre italiane si è fermato, quello dei nostri competitor europei, spagnoli e inglesi in testa, è raddoppiato e ovviamente loro possono destinare queste risorse al potenziamento della squadra. Negli anni '90 noi potevamo prendere i migliori giocatori al mondo, oggi non è più così».
La strada da percorrere è quella del rilancio del prodotto calcio sui mercati stranieri: «In Italia i ricavi li abbiamo conseguiti - precisa Agnelli - I diritti tv locali sono tra i più alti d'Europa, i proventi da stadio ci sono e le nostre sponsorizzazioni, eccezion fatta per quelle legate agli sponsor tecnici e al valore della maglia, sono equiparabili a quelli di Manchester e Real. E' all'estero che si deve puntare, per rendere il nostro calcio più attraente, ottenere maggiori ricavi dai diritti tv anche fuori dai confini e, di conseguenza, aumentare il valore dei brand e della maglie».Fondamentale sarà intervenire anche sulla struttura dei vari campionati: «Dobbiamo rinnovare un sistema obsoleto - riprende Marotta - Siamo l'unico paese ad avere un'area professionistica tanto elevata e questo non giova all'eccellenza del prodotto calcio. Inoltre siamo l'unica nazione a non avere una seconda squadra per i grandi club e siamo costretti a mandare in giro i nostri giocatori. Invece una seconda squadra significherebbe risparmio: mandando in giro i giovani si deve poi pagare un premio di valorizzazione, senza contare che non li si può crescere e tenere sotto controllo».
La Juventus insomma indica la via, forte anche di una politica societaria lungimirante: «Per l'esercizio in corso prevediamo un risultato molto migliore rispetto a quello presentato oggi - assicura l'amministratore delegato Aldo Mazzia - Fare previsioni esatte è difficile, ma in ogni caso un nuovo aumento di capitale va escluso nel modo più assoluto. Dobbiamo fare con le nostre risorse e sono fiducioso che ce la faremo».

Spostando il discorso al campo, Andrea Agnelli dedica un pensiero a tre uomini che hanno scritto o stanno scrivendo la storia bianconera. Riguardo a Gigi Buffon, il Presidente sottolinea come per il suo rinnovo di contratto «non ci saranno problemi. Il bello della Champions è che si gioca ogni tre giorni e non è facile trovare il tempo per certe questioni, ma Gigi è il nostro capitano e lo rimarrà».
Quindi l'"in bocca al lupo" ad Alessandro Del Piero per la nuova avventura in Australia: «Lo scorso anno proprio in questa sede gli rendemmo omaggio per quanto fatto con la Juventus. E' uno dei più grandi che abbiano mai vestito la maglia bianconera, è nei nostri cuori e gli auguro il meglio per questa sua nuova esperienza».Infine Antonio Conte: «Siamo felici di avere con noi il miglior allenatore in circolazione», conclude Agnelli.

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