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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
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Dalla pizza agli orti didattici e inclusivi, Ciccio Vitiello lancia il villaggio green

A Sant'Angelo in Formis un luogo da condividere all'insegna della ecosostenibilità

A Sant'Angelo in Formis un luogo da condividere all'insegna della ecosostenibilità, autoproduzione, circolarità, inclusione, didattica, accoglienza. Un sogno che si realizza quello che la prossima primavera alzerà il sipario sulla "Ciccio Vitiello Villaggio Green", un'oasi di sette ettari e mezzo incastonata tra Capua e il suo prezioso borgo, Sant'Angelo in Formis, meta turistica di prestigio internazionale per la sua basilica benedettina costruita nel luogo in cui, in età classica, sorgeva un tempio dedicato a Diana, divinità della caccia, alla quale tutto il monte Tifata, un tempo ricoperto di boschi, era consacrato. Un sogno nato a "Casa Vitiello", in un edificio del ‘600 nel borgo pedemontano di Tuoro a Caserta, e preannunciato da "Cambia-menti", la sede di San Leucio che invitava a quel cambio di prospettiva sulla quale stava prendendo forma il "villaggio" ispirato al Capitalismo Umanistico e all'Umana Sostenibilità di Brunello Cucinelli, riferimento per Ciccio Vitiello come uomo e come professionista.

A partire dalla condivisione di un vessillo, racchiuso nelle parole dell'imperatore filosofo Marco Aurelio: "Vivi secondo natura; asseconda l'umanità". Parole che diventeranno luogo concreto alla "Ciccio Vitiello Villaggio Green", lì dove l’ambiente, l’economia, la tecnologia, la cultura, lo spirito e la morale vivranno insieme nella "città degli ozi" che diede il nome e fu antica capitale della Campania, e che nel I secolo a.C. secondo Cicerone era seconda solo a Roma. Una storia importante e prestigiosa da ereditare, tramandare e rilanciare alla luce dei cardini imprescindibili della "Ciccio Vitiello Villaggio Green": rispetto della natura, autoproduzione, circolarità, inclusione, didattica e accoglienza. E la pizza, espressione di talento puro e capolavoro di creatività inesauribile per Ciccio Vitiello, si farà tela sulla quale dipingere il futuro sperato per il nostro pianeta, al quale occorre "dare" e non solo "ricevere". Una pizza sostenibile, con meno artefazioni possibili delle materie prime di altissima qualità, utilizzo ridotto di ingredienti di origine animale, e considerazione assoluta della base stessa della pizza.

"Perché il palazzo - come sottolinea Ciccio Vitiello - si costruisce dalle fondamenta". Ed ecco che ritornano, in chiave rivisitata, gli impasti alternativi nati a "Casa Vitiello", per diventare oggi il "piatto commestibile" sul quale raccontare un territorio e le sue tipicità nel rispetto delle quantità e della stagionalità dei prodotti disponibili, considerato che la crisi climatica ha ridotto sostanzialmente a due le stagioni e del 40% le nostre produzioni agricole. E saranno i bambini i veri artefici di una rivoluzione"essenziale", e ciò grazie a laboratori didattici ed esperienziali strutturati ad hoc tra agrumeti, uliveti, orti e giardini d'erbe aromatiche entro i quali si integrano alla perfezione sia la pizzeria sia il B&B. Dagli orti gli ingredienti da interpretare in cucina, dai rapporti con le scuole e le associazioni del territorio l'integrazione dei bambini diversamente abili: queste le linee guida per Ciccio Vitiello, sinonimi di concretezza, inclusione, buone pratiche umane e sociali, ospitalità tesa ad offrire a visitatori e clienti la possibilità di vivere esperienze formative, turistiche e culinarie difficilmente replicabili altrove. Un circolo virtuoso, dunque, che come dal seme al frutto, dal passato trarrà nutrimento per proiettarsi nel futuro e restituire alle nuove generazioni il valore delle mani nella terra, e con esso il significato etimologico della parola "cultura", da vivere, custodire, tramandare.

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