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Famiglia truffata, i dipendenti del Park Hotel pagano le vacanze ai 4 bambini

In 22 hanno rinunciato ad una parte delle mance di Ferragosto per permettere alla famiglia di essere ospitata nella struttura dove lavorano

Un incubo che si trasforma in sogno. E’ una storia a lieto fine che dimostra, ancora oggi, quanto il cuore delle persone possa regalare sorrisi e gioie, soprattutto ai più piccoli.

Tutto inizia a fine luglio quando Ramona, mamma di 4 bambini, decide di dare una caparra per una casa a Baia Domizia che avrebbe dovuto raggiungere col compagno il primo agosto. Ma, poche ore prima di partire, si accorge che qualcosa non quadra. Le persone a cui si era rivolta per fittare la casa non le rispondono più al telefono. Poi la doccia gelata, quando capisce di essere stata truffata e di aver perso i soldi per le vacanze.

La mamma, però, decide di denunciare tutto sui social network per avvertire altre possibile vittime di truffa. E’ il 30 luglio scorso quando Ramona posta tutto sul gruppo Facebook ‘Noi che amiamo Baia Domizia’ per denunciare la truffa che aveva subito. “Truffatore. Non risponde più al telefono né lui né il cognato. Hanno dato documenti falsi e si sono presi la caparra di 300 euro. Non è per i soldi ma perché fanno questo? Io volevo solo far divertire i miei piccoli. Fate attenzione, i soldi si danno a mano e faccia a faccia e dovete vedere prima la casa. Questa gente non si fa scrupoli”.

Quel messaggio, oltre a far aprire gli occhi a tante altre persone che erano in cerca di un alloggio per le vacanze, viene letto da Michele Vitale, direttore del Park Hotel di Baia Domizia (Sessa Aurunca). Quelle parole lo colpiscono. “Soprattutto l’idea che 4 bambini, per colpa di questi truffatori, non avrebbero potuto godere un po’ di mare dopo tutto quello che stiamo passando negli ultimi anni”.

Così nasce l’idea: parla coi dipendenti della struttura ed insieme decidono di cedere una parte delle mance che riceveranno nella serata di Ferragosto per permettere di pagare il soggiorno alla famiglia nella struttura dove lavorano. Tutti e 22 i dipendenti aderiscono alla colletta: alla fine vengono raccolti 400 euro, mentre un’altra parte sarà messa dal direttore e dagli altri dirigenti della struttura. “La parte più difficile” racconta Michele Vitale, che a Baia Domizia ha scelto di viverci da circa 50 anni dopo essere nato a Recale, “è stata quella di non offendere la famiglia quando li abbiamo contattati per raccontare cosa avevamo fatto. Fortunatamente hanno capito il gesto. Quando martedì li abbiamo visti arrivare, loro erano più emozionati di noi”. Ma quei sorrisi, quasi imbarazzati, difficilmente li cancelleranno dalla propria memoria.

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