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Più morti che nascite, la provincia di Caserta perde 13mila residenti in un anno

Ci sono alcuni comuni che sono però in controtendenza: ecco la classifica

L’ultimo dato fornito dall’Istat, e relativo al mese di gennaio, fissa gli abitanti in Terra di Lavoro a quota 900.060, appena sopra la soglia dei 900mila. Quasi duemila residenti in meno rispetto a gennaio 2021, mentre rispetto al periodo pre-pandemia il calo è superiore alle 13mila unità. Ma ci sono comunità che invece sono andate nella direzione opposta anche in questi anni difficili.

Un elenco che comprende anche il capoluogo, dove a gennaio di residenti se ne contavano 73.047 contro i 72.813 del 2021. E’ accaduto lo stesso a Castel Volturno, dove l’incremento di popolazione in un anno ha superato le mille unità, giungendo aquota 27.808. Iniziano il 2022 con un segno positivo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno anche Orta di Atella (che supera la soglia dei 27mila abitanti), Casal di Principe (21.133 abitanti), Trentola Ducenta (che sale oltre la soglia dei 20mila residenti), Lusciano (15.707), Sant’Arpino (che sfiora quota 15mila), Teverola (14.540), Santa Maria a Vico (14.111), San Marcellino (14.437), Gricignano di Aversa (12.615), Villa Literno e Parete (che oltrepassano la soglia dei 12mila abitanti),per finire con Capodrise, che sale oltre quota diecimila, soglia che invece abbandonano sia Casaluce che Macerata Campania.

E in questo elenco ci sono alcuni centri che si distinguono ulteriormente: sono quelli che hanno aumentato la popolazione solo con il saldo naturale, cioè per il solo fatto che i nati hanno superati morti e non per l’aiuto fornito dall’immigrazione. Si tratta di Orta di Atella, Trentola Ducenta, Lusciano e Gricignano di Aversa. Il futuro parte da qui, dallenuove generazioni.

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