Messa per ricordare don Salvatore D'Angelo: "Suoi principi continuano a vivere nel Villaggio"

La celebrazione officiata dal vescovo D'Alise. Lettera dei figli di Andreotti per ricordare il sacerdote

La celebrazione del Vescovo D'Alise

Veniva a mancare, la sera del 30 maggio 2000, don Salvatore d’Angelo, sacerdote e fondatore del Villaggio dei Ragazzi. A 20 anni dalla dipartita, la Fondazione ha organizzato nella Chiesa dell’Annunziata di Maddaloni la celebrazione di una Santa Messa "in memoriam", presieduta da S.E. Giovanni d’Alise, Vescovo della Diocesi di Caserta.

A rappresentare la Fondazione, il Commissario del Villaggio, Felicio De Luca. Tra le autorità presenti, Andrea de Filippo, sindaco di Maddaloni, e l'onorevole Antonio Del Monaco. Nel 20º Anniversario del "Dies Natalis", resta più viva che mai, nei cuori e nelle menti, la figura e l’opera di don Salvatore, giovane sacerdote dell’immediato dopoguerra che ispirato dal pensiero di don Giovanni Bosco pose due stelle polari a riferimento della sua azione: la Chiesa a cui obbedire e la gioventù priva di mezzi del dopoguerra, fuori da ogni possibilità di istruzione e di avviamento sociale e da recuperare. Per questa moltitudine, don Salvatore aprì, nel centro della città di Maddaloni, il Villaggio dei Ragazzi, un’Opera fondata sulla assoluta "fiducia" nella Divina Provvidenza che egli sostenne con ogni umana energia, adottando un sistema didattico-pedagogico ancorato agli eterni valori evangelici. Certamente una figura singolare e carismatica, dunque, quella di don Salvatore, nel pur ricco panorama di fervore cristiano di metà novecento, che riuscì a cogliere con lucida percezione i cambiamenti in atto e la necessità di provvedere alle urgenze di una società che voleva rinascere.

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"Sono grato al Pastore della Diocesi di Caserta per la costante vicinanza al Villaggio, un’Opera che ha saputo mantenere salda nel tempo la vocazione delineata nel 47 dal fondatore - ha detto De Luca - La mole di iniziative benefiche intraprese da Don Salvatore attraverso il Villaggio non può che generare una speciale ammirazione in chi come me oggi amministra la Fondazione. Questa meravigliosa “creatura”, che oggi vive momenti di difficoltà che auspichiamo possano essere presto superati, è divenuta nel tempo un punto di riferimento nell’ambito dell’istruzione e del welfare regionale e non solo. In don Salvatore, i cui principi pedagogici continuano a vivere nel Villaggio del nuovo millennio, la virtù della carità è stata un segno distintivo, che ne ha ispirato la vita. Per questo, ancora oggi, egli vive nei cuori di un intero territorio che lo ricorda come una delle sue personalità più forti. Indimenticabile la sua vicinanza alla gente, di cui ha accolto ogni vicissitudine. L’auspicio è che il suo esempio possa continuare a suscitare in noi lo spirito di carità, di abnegazione, e perseveranza che ha incessantemente alimentato la sua vita, spingendolo a consumarsi per gli altri e per il Villaggio”.

Anche il Sindaco De Filippo ha voluto testimoniare il suo sentire, dichiarando: "Nessuno muore sulla terra finché vive nel ricordo di chi resta. Ciò vale per don Salvatore in maniera particolare perché questa Città a 20 anni dalla sua ascesa al cielo lo ricorda intensamente. La città deve molto a don Salvatore, che non è mai venuto meno al suo apostolato e si è speso per la “carne Viva” degli uomini, dando da mangiare gli affamati, da bere agli assetati, ricovero a chi era straniero e senza tetto. Da quando non c’è più, questa città è sicuramente meno ricca spiritualmente e meno forte, priva di un punto di riferimento che è stato per tutti approdo sicuro. Il nostro compito politico ed istituzionale è oggi quello di lavorare affinché la sua opera possa continuare a rappresentare un faro per la comunità. Il più grande insegnamento che ha lasciato è quello di essere sempre vicino agli ultimi, a coloro che hanno maggiore bisogno di testimonianza". 

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Prima della conclusione del rito religioso, il Sindaco De Filippo ha anche letto il messaggio inviato al Commissario De Luca, per l’occasione, dai fratelli Andreotti, figli del compianto Presidente Giulio, che del sacerdote maddalonese fu amico fraterno. Commovente è stato, infine, il momento in cui un ex allievo ha recitato davanti ai presenti la “Preghiera del Villaggio”. A precedere la celebrazione liturgica la deposizione, da parte del Commissario, del Sindaco e dei rappresentanti delle Associazione ex Allievi “don Salvatore d’Angelo”, di un omaggio floreale ai piedi della statua dedicata al sacerdote all’interno del Cortile dei Tritoni del Villaggio. Intorno alle nove, invece, le autorità, accompagnate dagli ex allievi, si sono recate alla sua tomba per raccogliersi in preghiera.

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