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Oggi la Giornata mondiale degli abbracci (ma a distanza)

Oggi 21 gennaio è la "Giornata mondiale degli abbracci". E probabilmente quelli che non mancano sono solo i famosi biscotti. Quegli abbracci lì possiamo averli tutti. Invece manca quel gesto di affetto che prima del Covid era diventato naturale, spontaneo, anche per i più timidi. Era diventato spontaneo verso un genitore, verso un familiare, verso un amico. E con le restrizioni quell'abbraccio ha acquisito un valore maggiore. Quell'abbraccio che ti faceva sentire protetto, felice, oggi manca davvero tanto. Un gesto semplice ma che trasmetteva grazie al contatto l'importanza di un momento, l'importanza della condivisione di una gioia ma anche di un dolore.

E' il secondo anno che, a causa del Covid, la giornata mondiale degli abbracci è sicuramente vissuta con meno libertà. L'anno scorso ancora meno. Ma quest'anno, a causa dell'aumento dei contagi, l'abbraccio lo si scambia o all'interno del nucleo familiare o sui messaggi tramite le emoticons.

Poche le persone che in pubblico si scambiano con la libertà di un tempo un abbraccio. Sono vietati. C'è il distanziamento. E se c'è chi "al diavolo le restrizioni, io un abbraccio lo scambio", c'è chi invece davvero utilizza solo le fredde emoticons. Fredde, qualcuno potrebbe dire, fino a qualche tempo fa, perchè c'è chi quell'abbraccio lo chiede anche sui social o su un messaggio Whatsapp. Ed ecco lì che l'invio di quell'immagine cerca di sopperire lo mancanza di affetto, cerca di sopperire ad una mancanza diventata 'pesante'.

Ciò che era naturale ieri, fino a due anni fa, oggi è ancora straordinario. Ma gli abbracci fanno bene all'anima anche se "a distanza". L'augurio è che questi abbracci a distanza oggi possano tornare ad essere reali domani. 

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