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'Viaggiatori Brutti', il cantastorie casertano che impazza sui social

Ha conquistato il cuore di oltre 35mila followers: racconta tutti i suoi viaggi per l'Italia e il mondo

Un progetto nato "in una fredda giornata di dicembre del lontano 2017". Praticamente 6 anni (e qualche mese) fa nasceva 'Viaggiatori Brutti' del casertano Fabio Manna, un racconto delle bellezze della nostra Italia con un tono ironico e leggero. Riesce in questi anni a 'conquistare' il cuore su Instagram, di oltre 35mila follower, portando all'attenzione del mondo social prima le peculiarità della provincia di Caserta e poi del Veneto, dove si trasferisce "per una forte attrazione verso la città lagunare di Venezia". 

Classe 1991, originario di Maddaloni, Manna vive a Mestre da quattro anni e le località veneziane (come Mestre, Spinea e Scorzè, oltre al capoluogo) sono spesso protagoniste dei suoi video. 

A Fabio piace definirsi cantastorie perché, proprio come un menestrello, raccoglie con meticolosità le informazioni delle località prescelte a diventare protagoniste dei suoi prossimi video: "Dietro ogni contenuto c’è un lavoro di diverse ore. Se non arriva l’ispirazione solitamente leggo o faccio una passeggiata".

Manna inizia a viaggiare da solo a 18 anni, una pratica che non ha mai più interrotto: proprio recentemente è tornato dall’India, dopo essersi addentrato nel paese asiatico unicamente con uno zaino in spalla. Nel corso della sua vita ha visitato più di venti paesi, percorrendo in tutto oltre 83mila chilometri. 

E quindi racconta gli inizi sottolineando di essere "un ​viaggiatore esploratore a cui piace scoprire i posti più remoti e sperduti, a zero impatto ambientale e meno rompiscatole possibile per i locals, anzi cerco spesso di integrarmi. Le mie prime esperienze di viaggio risalgono a quando, appena diciottenne, mi avviavo nelle città italiane più lontane per dei concerti. Li chiamavo viaggi della speranza: cambi di treno e coincidenze, voli da aeroporti non collegati benissimo, notti in aeroporto, innumerevoli panini portati da casa e zaino in spalla. Da allora la parola viaggiare è diventata un chiodo fisso".

"Sono sempre stato fin da bambino un personaggio attratto dall’avventura, spinto dalla voglia di imitare i personaggi dei film e dei videogiochi, che si cacciava spesso nei guai - chiude Manna -. Porto questo spirito ancora oggi, senza il quale non sarei qui a raccontare di viaggi e luoghi interessanti".

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