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Le suore missionarie festeggiano i 100 anni dall'arrivo a Marcianise

Negli ultimi venti anni sono state guidate dall’amatissima suor Leonilde

Le Suore Missionarie Catechiste del Sacro Cuore di Marcianise

Approdarono nella città di Marcianise 100 anni fa, in via San Simeone, nel novembre del 1921 col nome di “Figlie del Sacro Costato”, congregazione di origine pugliese, fondata dal Servo di Dio, Eustachio Montemurro. Montemurro nacque a Gravina di Puglia nel 1857, piccolo comune agricolo d’ Italia che tra 800 e 900 fondava il proprio sistema comunitario, da un punto di vista sociale ed economico, su agricoltura, contadini, latifondi e affittanze ma caratterizzata anche da tanta miseria, analfabetizzazione e carenze igienico sanitarie. Montemurro visse quel mondo post unitario italiano, in un Mezzogiorno tutto da ricostruire, e senza mai sottrarsi ad una azione concreta, nella Chiesa, tesa ad alleviare quei luoghi da tanta povertà, così come alla sua opera di evangelizzazione per quella popolazione. Le sue erano linee guida fondamentali, per il recupero degli ultimi, che volle imprimere bene nella fondazione della sua congregazione religiosa. E lo fece, in ogni modo, da medico, da amministratore locale e da sacerdote e fondatore della congregazione. Non si risparmiò mai, anche a costo di estenuanti opposizioni avverso le preesistenze locali. Fondò nel 1908 la congregazione religiosa dei “Piccoli Fratelli del SS. Sacramento” e poi delle “Figlie del Sacro Costato”. Montemurro, incardinato nella Diocesi di Nola, fu a stretto contatto con il Beato laico Bartolo Longo - artefice del Santuario di Pompei - dove trascorse gli ultimi anni della sua esistenza terrena tornando alla casa del Padre il 2 Gennaio del 1923.

E a Marcianise nel 1921, la congregazione religiosa di Montemurro, arrivò col nome di “Figlie del Sacro Costato” prendendo poi il nome di “Suore Missionarie Catechiste del Sacro Cuore”, nome approvato dal Santo Uffizio e concesso nel 4 maggio del 1949 con decreto di lode da Papa Pio XII. Lo spirito di amore e di riparazione anima la loro vita e la loro azione apostolica nella Chiesa, parte integrante del loro carisma. Prima Superiora Generale della Congregazione, Madre Maria della Santa Croce, al secolo Teresina D’Ippolito, che nell’anno 1923, come dai diari dell’epoca, in visita a Marcianise, primo istituto delle religiose sorto fuori dalla Puglia e dalla Basilicata, terre natali della congregazione religiosa, la quarta in ordine di tempo, dopo quelle di Potenza e Marsico Nuovo. Oggi la congregazione con le numerose case sparse nel mondo (Italia, Romania, Bolivia, Africa, Brasile, Cile), è guidata da 14 anni dal 2007 ad oggi, dalla Superiora Generale Madre Giuseppina Anatrone, al secondo anno del suo terzo sessennio riconfermata per la terza volta dal Capitolo Generale della Congregazione - con Casa Generale in Roma. Prima di lei le Madri Generali: Consiglia Sciascia, Fedele Lamanuzzi, Esterina Tresalti, Ulderica Farro (originaria di Marcianise) anche lei come la madre generale Giuseppina Anatrone, in carica per tre sessenni, 18 anni di servizio, dal 1989 al 2007. E’ sepolta a Brienza piccolo comune in provincia di Potenza dove è attiva una casa di riposo della Congregazione.

Le Suore Missionarie Catechiste del Sacro Cuore collaborano all’opera della salvezza partecipando alla missione della Chiesa, specialmente tra i più piccoli e i più poveri. Le religiose operano fondando sul carisma dettato da Montemurro, prestando Servizio Apostolico soprattutto nell’evangelizzazione, anche in terra di missione dedicandosi con generosità all’educazione dell’infanzia e della gioventù, fin da allora, mediante la scuola, gli oratori, gli educandati di una volta, i laboratori femminili, così come all’assistenza degli anziani in case di riposo e pensionati, e alla pastorale parrocchiale, anche attraverso attività di laboratorio di taglio, cucito e ricamo. E in ogni attività che svolgono le suore sono sempre attente al momento catechistico, per questo Missionarie e Catechiste. E da tredici anni, con l’approvazione di S.E. Monsignor Pietro Farina, vescovo della Diocesi di Caserta, la Congregazione gode della presenza sul territorio dell’Associazione laicale “E.Montemurro”. Il direttivo, con la guida spirituale di suor Rachelina, è presieduto da Carmela Russo, con segretaria Dora De Simone e Assunta Ventriglia. A Marcianise, storicamente, si possono contare ben tre case della congregazione del medico sacerdote Montemurro, dove lo spirito di riparazione del Cuore di Gesù è parte integrante del loro carisma. Prima sede fu quella in via S. Simeone (oggi via Cesare Battisti), primo tratto sulla sinistra venendo da San Giuliano. Proprio nel palazzotto che a quegli anni era doppio specularmente con un altro portone identico sulla sinistra e che ospitava in quegli anni, dal 1938, al piano commerciale sulla sinistra, la rinomata farmacia della famiglia del dottor Vincenzo De Lisi, condotta allora dal padre Filiberto originario di San Paolo di Ciivitate (FG) e dalla madre, amabile Giovanna Pezzilli di Rionero in Vulture (PZ).

Le suore dal 1921 fino all’anno scolastico 1962-63, con la amatissima e dolcissima suor Bernardina, Madre Superiora di allora, governarono nel palazzetto un istituto di scuola materna dove affluivano una grande moltitudine di bambini dei dintorni che venivano accuditi dalle religiose anche nelle ore pomeridiane, consentendo così alle famiglie, prevalentemente di contadini, di lavorare più liberamente nei campi. Le giovani religiose usufruivano a Marcianise anche di quella che rappresentava una eccellenza nazionale, a quei tempi, nel campo della formazione all’insegnamento con l’istituto detto “Scuola Giardiniera” poi trasformato in “Metodo”. La scuola aveva sede nel palazzo del canonico Giovanbattista Novelli, che nel suo testamento, in tarda età, dispose la fondazione di un orfanotrofio sia maschile che femminile da intitolare “Istituzioni Pie Umanitarie Giovanni Battista Novelli", istituzioni tanto care anche a Bartolo Longo nella sua Pompei e allo stesso Montemurro al fianco di beato Longo negli ultimi anni della sua esistenza terrena. Al palazzo Novelli era attigua la casa delle “Monache Carmelitane” di clausura.

L’istituto di via San Simeone, in tutto il suo complesso, era interno ad un unico appartamento al secondo piano, scarsi erano gli spazi a disposizione per consentire le attività all’aria aperta ai bambini dell’asilo, se non quello antistante la vicina parrocchia dell’Annunziata, utilizzato dalle suore, allora recintato da alte e solide cancellate in ferro. All’inizio gli spazi erano ristretti veramente, e si racconta che le sorelle di buon mattino disfacevano e riponevano i loro poveri giacigli, lasciando così liberi gli spazi da destinare ai banchi in legno dei loro scolaretti. Letti fatti di fogliame essiccato al sole, rudimentali giacigli. Sacconi a mo’ di materassi riempiti di brattee, nel nostro dialetto le “preglie”, spoglie delle pannocchie, usate per riempire i pagliericci. Prima raccomandazione che veniva fatta nel dormitorio era quella di non rigirarsi durante la notte per evitare di svegliare tutti con il rumore prodotto dallo sfgregamento del fogliame. E’ noto che a quei tempi i servizi igienici erano molto ridotti e per lo più esterni alle abitazioni o addirittura inesistenti, tanto che i piccoli scolari, salendo al sottotetto, così nei racconti, facevano i loro bisognini in comodi e quanto mai originali pitali ricavati dalle latte svuotate di conserva di pomodoro. Le storie orali tramandate raccontano della grande dedizione delle religiose verso le famiglie e i bambini, e ricordano il grande affetto per le figure di suor Teresa e suor Gilda, che con tanto amore, si dedicavano con eroica fatica a portare avanti la loro opera missionaria per la comunità marcianisana coadiuvando, fondando sul loro carisma, i parroci dell’Annunziata di allora tra cui lo storico reverendo monsignor Antonio Guerriero (1920-1970) detto simpaticamente don Antonione per la sua grossa mole, e monsignor Vincenzo Schiavone, arzillo e vivace 97enne ancora sulla cresta dell’onda (dal 1963 ad oggi). "I fanciulli che avete in custodia dal Signore, - scriveva padre Eustachio Montemurro - siano corretti come Gesù correggeva gli apostoli. Il modo di correggere i fanciulli non sia aspro. Infatti Gesù diceva: Imparate da me che sono mite".

Uno dei ricordi che maggiormente resta fisso nelle memorie dei marcianisani, che hanno vissuto quegli anni condivisi con l’istituto delle Suore Missionarie del Sacro Cuore, è quello di Pinuccio. Un bimbo vispo dell’età di 5 anni, fratello del dentista Mario Lauritano, che nel tentativo di salvare un gattino piccolo, che spaventato, pericolosamente passeggiava sul cornicione dell’ultimo piano del palazzo, si sporse troppo in avanti precipitando da un’altezza di circa 12 metri. Fu veramente miracolato. A quella tragedia le suore poverine rimasero paralizzate nell’assistere alla scena di quel volo dall’interno del palazzo attraverso le alte finestre. Credevano che il bambino, precipitando rovinosamente da quell’altezza, sarebbe rimasto gravemente ferito o addirittura morto. Si disse che non c’era scampo per come era successo. Invece Qualcuno, dall’alto dei cieli, intercesse per lui. I familiari attribuirono il miracolo alla SS. Madonna di Pompei e a S. Antonio da Padova. Pinuccio ne uscì completamente illeso, riportando solo qualche graffietto. Si narra che Pinuccio, fu salvato da un provvidenziale spazzino, lì sotto al palazzo per caso, proprio davanti alla Farmacia De Lisi. L’uomo afferrato al volo il bambino con uno scatto fulmineo, gli evitò che battesse con il capo e immediatamente lo accompagnò al nosocomio nella antistante piazza Carità. Pinuccio, tra commozione, lacrime e il forte spavento, fu riabbracciato con gioia da tutto l’istituto e dalla Madre Bernardina che lo consegnò sano e salvo alla famiglia.

Nel 1963 le Suore Missionarie Catechiste del Sacro Cuore – anche con il valido aiuto di Maria Valerio, più conosciuta con il nomignolo affettuoso di Marittella - oggi vivace novantenne, ancora nel ruolo di animatrice e cantore della parrocchia dell’ Annunziata - traslocarono dalla casa di San Simeone, contemporaneamente, alle nuove case di via San Michele - donazione dei fratelli Vincenzo (sacerdote) e Clemente Golino - e a quella di via Grillo, donazione del monsignor Aniello Calcara (Marcianise 1881–1961) , Arcivescovo di Cosenza, uomo di grande cultura umanistica, che vanta a suo pregio, una ampia produzione letteraria: convinto che “la filosofia e la poesia potessero essere uno strumento di evangelizzazione”. Oggi, dopo cento anni di continua presenza e testimonianza sul territorio, le attività delle Suore Missionarie Catechiste del Sacro Cuore sono tutte concentrate, a Marcianise, nella splendida casa di via San Michele, dove da anni le religiose di Montemurro, continuano la loro opera nella e per la comunità marcianisana - negli ultimi venti anni sotto la guida dell’amatissima suor Leonilde – e oggi con grande zelo religioso e spirito missionario condotta da due suore esemplari: suor Rachelina e suor Maria Bruna che la comunità di Marcianise non avrà mai ringraziato abbastanza per quanto esse donano, quotidianamente, con il loro servizio apostolico alla città e al suo popolo. Nel corso dell’anno saranno annunciate le celebrazioni del centenario della Congregazione religiosa a Marcianise.

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