Italiano, questo sconosciuto. Un sincero sacrificio alla 'verità' (sovranisti permettendo)

L'avvocato Gennaro Iannotti

Avrei tante cose da dire su New York. Riflessioni che metterò in ordine su un articolo richiestomi da un amico giornalista il cui titolo sarà: “Un casertano a New York”.

Qui la prima cosa che devo dire è che - oggi - se non conosci l’inglese sei un diversamente abile. L’italiano è parlato da 60 milioni di persone (ma, correttamente, è parlato da meno della metà). L’inglese da 7 miliardi di persone.

Nel '900, le cose che contavano erano scritte in tedesco. Era il tedesco la lingua dei filosofi, dei giuristi, dei matematici, dei medici. Oggi quello che conta nel mondo è scritto in inglese.

Un giovane che voglia farsi trovare pronto alle sfide future deve avere l’italiano come seconda lingua. Non lo dico per ridicolizzare (ove mai fosse ancora necessario) i sovranisti del piffero, ma è un sincero sacrificio alla 'verità' (verità tra virgolette).

Gennaro Iannotti, avvocato

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