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Consegna diplomi per corso di scrittura e lettura Braille

(Giugliano) "Il nostro scopo è quello di diffondere 'la santa scrittura Braille': insegniamo alle insegnanti affinché possano aiutare i tanti bambini non vedenti che sono nella scuola pubblica". Così Vincenzo Palladino, commissario della sede di...

(Giugliano) "Il nostro scopo è quello di diffondere 'la santa scrittura Braille': insegniamo alle insegnanti affinché possano aiutare i tanti bambini non vedenti che sono nella scuola pubblica". Così Vincenzo Palladino, commissario della sede di Giugliano dell'Anpvi (associazione nazionale privi della vista e ipovedenti), illustra le finalità del corso di scrittura e lettura Braille, che ha appena ultimato la sua quarta edizione.
"Da quando sono stati chiusi gli istituti - spiega Palladino - i ragazzini non vedenti non imparano più il Braille e diventano dipendenti dalle apparecchiature tecnologiche e dalle insegnanti di sostegno, che li seguono in ogni cosa e in ogni dove. Noi, invece, imparavamo ad andare da soli persino in bagno, pur senza avere il bene della vista".
Al corso hanno preso parte circa 100 studenti, in gran parte insegnanti di istituti della zona, sia del napoletano sia del casertano, per un totale di 150 ore di lezione. Molte insegnanti arrivano da Aversa, da Santa Maria Capua Vetere, altre da Marano, Qualiano e dall'hinterland giuglianese.
Domenica prossima, a partire dalle 16, nel giardino della scuola "Albero azzurro", sede delle lezioni, si terrà la cerimonia di consegna degli attestati ai partecipanti. Interverranno Giovanni Pianese e Raffaele Topo, sindaci di Giugliano e Villaricca, oltre all'assessore giuglianese Mario Delfino e al parroco don Luigi Pugliese, che benedirà gli attestati.

Durante la cerimonia, l'insegnante Carmela Di Fraia, a nome dei corsisti, leggerà una lettera di ringraziamento a 'don Vincenzo', come ormai lo chiamano tutti: "Il corso di scrittura mi ha aiutato a vedere il mondo in un altro modo - scrive Carmela - ricordo che i primi tempi provavo a chiudere gli occhi per immaginare come potesse essere la vita di un non vedente, è un'angoscia incredibile che ti sovrasta il cuore".
Si chiuderà proprio con una lettera aperta di Palladino a tutti i suoi discepoli, un vero e proprio augurio: "Spero possiate incontrare sul cammino della vostra vita tanti bambini non vedenti, a cui insegnare la santa scrittura".

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