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Sanit privata, Polizzi (Aspat): 'Lottare contro stop accreditamenti Regione'

Napoli - Le strutture sanitarie private devono formare un fronte comune contro lo stop agli accreditamenti nelle Asl deciso dalla Regione Campania. La richiesta viene dall'Associazione sanità privata accreditata territoriale (Aspat), che contesta...

Le strutture sanitarie private devono formare un fronte comune contro lo stop agli accreditamenti nelle Asl deciso dalla Regione Campania. La richiesta viene dall'Associazione sanità privata accreditata territoriale (Aspat), che contesta la delibera, siglata il 4 febbraio scorso dal Commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro della sanità regionale, Antonio Bassolino, con cui si ferma, sino al riordino del sistema sanitario, la procedura di accreditamento delle aziende, ora ulteriormente prorogata al 31 dicembre 2010.
''Si tratta di una decisione che punisce le strutture sanitarie che, in vista della fine dell'anno corrente, hanno stanziato e già affrontato notevoli investimenti per migliorare la qualità dei servizi - afferma il presidente dell'Aspat Pier Paolo Polizzi - ora è necessario non solo revocare il provvedimento, ma accelerarne il processo, tutelando le strutture che attendono la regolarizzazione da oltre un lustro. Il timore fondato è che questa scadenza, condizionata da un processo così complesso, potrebbe non aver fine''. Ulteriore elemento di criticità per il comparto, spiega l'Aspat, è il tema del controllo della spesa. Tra i provvedimenti adottati dal sub commissario governativo Giuseppe Zuccatelli, ''c'è il cosiddetto 'Tetto per singola struttura che sostituirà il preesistente 'Tetto di branca'''. Si tratta, in pratica, di risorse prestabilite per ogni centro erogatore, attraverso le quali si deve garantire l'assistenza per l'intero anno, evitando cosi' l'eventuale interruzione dell'assistenza ai cittadini.
''Il fabbisogno assistenziale nasce dalla necessità di far collimare domanda e risorse finanziarie - lamenta Polizzi - Con il Tetto per singola struttura si prefigura una situazione avvilente e insostenibile, in quanto si verificheranno nei centri sospensioni non uniformi nell'erogazione dei servizi per effetto di un fabbisogno ampiamente sottostimato. Il cittadino sarà costretto a vagare tra le varie Asl e i vari centri per un accertamento diagnostico''. Secondo Polizzi, i centri riabilitativi risentiranno in particolar modo della volontà del servizio sanitario regionale di stanziare una cifra fissa per ogni struttura privata. ''Come si potranno garantire le terapie cicliche ai pazienti, una volta finito il budget?'' si chiede. E c'è un altro effetto collaterale: l'allungamento delle liste d'attesa nei centri convenzionati. ''Un modo per rinviare la risoluzione dei problemi - spiega il presidente Aspat - e per non disaffezionare la clientela''.
In risposta al ''Tetto per singola struttura'', l'Aspat nell'ambito dell'assistenza specialistica ambulatoriale, propone per l'anno 2010 il TURB (Tetto unico regionale di branca), confermando le norme che hanno regolato il settore sino a oggi. ''Per monitorare e controllare la spesa serve solo attuare, all'interno dei tavoli tecnici, le norme attuative previste nei protocolli d'intesa'' conclude il presidente dell'Aspat.

In più, la Regione Campania, secondo l'Aspat, ''ha proceduto alla frammentazione del comparto riabilitazione''.
L'associazione, in un documento indirizzato al sub commissario ad acta Zuccatelli, propone la costituzione di un'unica macroarea denominata Sar (Socio assistenziale riabilitativa), che accomuna i budget destinati per il settore della riabilitazione, del sociosanitario e della fisiochinesiterapia.

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