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Il Dottore Francesco Ascione abbandona la sanit pubblica

Caserta - In un' accorata lettera ai vertici sanitari e ai tanti compagni di viaggio nella dura lotta al cancro del seno , il dottor Francesco Ascione, Responsabile UOSD Senologia-Breast Unit Caserta, annuncia la sua sofferta decisione di...

In un' accorata lettera ai vertici sanitari e ai tanti compagni di viaggio nella dura lotta al cancro del seno , il dottor Francesco Ascione, Responsabile UOSD Senologia-Breast Unit Caserta, annuncia la sua sofferta decisione di abbandonare l'ospedale Melorio di Santa Maria Capua Vetere e la sanità pubblica in seguito alla sospensione delle sedute operatorie per carenza di organico anestesiologico.
"Credo sia un mio diritto,ma principalmente un dovere morale-spiega Ascione- rendere pubbliche le motivazioni che mi spingono ad abbandonare il carrozzone della sanità pubblica. E' vero che non si abbandona la nave alla prima mareggiata ma ormai siamo all'SOS finale, non resta che salvare almeno le nostre coscienze.
Senologo chirurgo fin dagli anni della mia formazione specialistica ,consolidatasi attraverso periodi di migrazione culturale più o meno lunghi,mi convinsi che era giunto il momento di dare una svolta al bisogno impellente delle donne ammalate di cancro al seno di avere cure adeguate ed al passo con le conoscenze scientifiche.A ciò mi sentivo pronto. Eravamo alla fine degli anni ottanta e la senologia italiana aveva subito una totale rivoluzione,si era rinnovata nei percorsi,nella diagnostica,nella terapia chirurgica. Si imponeva,per esigenze ovvie,la figura del senologo e della equipe senologica fatta di altre figure professionali indispensabili alla diagnosi e cura del tumore. Ma ,contemporaneamente,nel nostro inferno sanitario le donne continuavano ad essere massacrate da insipienza diagnostica e terapie non al passo con le attuali conoscenza. Ciò si tramutava nel paradosso che al sud le donne si ammalano di meno ma muoiono di più. Definizione intollerabile per chi come me dedicava la sua vita professionale all'esatto contrario. All'epoca lavoravo in un' Ospedale(???) della provincia e ritenni mio dovere proporre all'allora Dirigenza Sanitaria un corposo progetto di formazione di una unità senologica che, attraverso solo la riconversione di professionalità esistenti e attraverso l'utilizzo corretto di strutture e attrezzature ,desse le giuste risposte alle donne ammalate ed alle loro famiglie, e recuperasse la mortificante emigrazione sanitaria. Il mio progetto,sempre più polveroso mentre passava da scrivania in scrivania,finalmente sfogliato,non credo letto, da uno dei tanti strateghi di allora, fu archiviato tra risatine e mortificanti parole di convenienza. Erano gli anni in cui si parlava di "medicina basata sulle evidenze"di "welfare" di "meritocrazia" di sanità come "azienda" di "manager e capacità manageriali"tutte parole di cui in questi anni,in particolare nella nostra regione, si è fatto largo uso e che tali sono rimaste:parole vuote di significati .Con un'unica eccezione,per quanto mi riguarda. Nello stesso momento in cui ,ripudiato, ripudiavo la mia ex azienda e mi trasferivo qui dove attualmente sono ,per un evidente strano scherzo del destino si rinnovava anche il management. Un piccolo manipolo di professionisti della sanità,duri nel carattere ma essenziali nei modi e nei fatti come è caratteristica della cultura dell'oltrepo' in poco tempo ci dimostrarono che quelle "parole" potevano essere tradotte in fatti,fatti concreti. Era ovvio che erano stati nominati per sbaglio,era impossibile integrarli,avrebbero avuto vita breve,molto breve. Per questi stessi motivi dovevo approfittare del momento!!!
L'ho fatto e vi allego i risultati di questi anni che parlano da soli:siamo il primo Ospedale della Campania per quantità e qualità di interventi,abbiamo azzerato le fughe, si evidenzia una discreta mobilità in entrata,ci è stato conferito nello scorso mesi di Giugno presso la Camera dei Deputati,unico reparto di senologia della campania,il "bollino rosa" quale reparto dedicato alle donne.In sintesi credo di aver dimostrato che si puo' essere efficienti ed efficaci.
Elencare i dati non vuol essere solo un'esercizio puramente numerico ma vuol dimostrare la convinzione,ormai consolidata nella medicina che conta,che solo dall'analisi accurata delle performance è possibile distinguere tra i due fondamentali gruppi di professionalità mediche:gli "speakers" ovvero quelli che producono parole ed i "makers" ovvero quelli che producono fatti.
Da quella eccezionalità siamo rapidamente passati alla normalità del prima e del dopo. Fatta di incapacità organizzativa,incapacità decisionale,incapacità progettuale. Che insieme consentono alla malapolitica, di volteggiare intorno ad essa stritolandola lentamente, ma inesorabilmente. Le dichiarazioni di intenti,tutte eguali,si rivelano solo degli inutili spot pubblicitari. Tutti, Politici e Manager,sono uniti a dichiarare che per evitare le disuguaglianze sociali,per evitare lo spreco di danaro pubblico,una sanità spendacciona come la nostra in Campania dovrebbe orientarsi verso una strategia politica veramente "meritocratica".
"dipende tutto dalla politica?..la spesa allegra,le nomine per incapaci,la disorganizzazione devono essere spazzate via." questa la dichiarazione virgolettata di un importante esponente politico in questi anni direttamente impegnato nella storia infinita della Sanità Campana. Bell'esempio di come sia facile dire una cosa e fare l'esatto contrario!!
Evidentemente il problema reale è che il concetto di"merito" , frutto di una vera e propria ideologia morale, cui si dovrebbero allineare con coerenza le politiche sociali, economiche, educative e di welfare, non è ancora penetrato nel tessuto politico(che agirebbe altrimenti) e sociale (che dovrebbe spazzare via questa classe politica).
Gli ultimi piani sanitari regionali (l'ultimo definito di razionalizzazione, riqualificazione e di rientro del disavanzo!!!) totalmente inapplicati,la sanità commissariata, la Campania all'ultimo posto di tutte le classifiche. Operatori sanitari mortificati nelle loro professionalità, cittadini ed ammalati bistrattati ed abbandonati a se stessi. Questa è la sensazione diffusa che serpeggia in tutti gli Ospedali ed anche nel mio, dove si negano risorse, si nega il personale, si negano servizi esistenti anche se fondamentali, si consente che per una prestazione senologica ambulatoriale ci sia oltre un anno di lista d'attesa, per un intervento di cancro alla mammella oltre un mese di attesa. Gattopardescamente si susseguono i Manager, si moltiplicano le disposizioni, si accorpano e scorporano alcuni ospedali, se ne chiudono e riaprono altri. Si cambia affinché nulla cambi????? Da domani mi si negherà anche la sala operatoria ovvero la possibilità di finalizzare il percorso terapeutico di tante donne affette da tumore al seno, bisognose di gesti efficaci e rapidi. E' vero che il mio lavoro di chirurgo senologo soffre molto la mediocrità e non ammette i lacci ed i lacciuoli burocratici, ma questo non rappresenta per me una giustificazione, anzi mi fa sentire correo e responsabile del totale fallimento della mia mission: curare in Ospedale le donne ammalate di cancro al seno , a partire da quelle più bisognose, al meglio che posso e so.
La sensazione di inutilità e la fragilità del futuro,unita alla totale sfiducia nella attuale politica sanitaria tesa a non curare più il cittadino pur di risparmiare,mi inducono a lasciare l'Ospedale e ad intraprendere nuove esperienze professionali che, certamente, non potranno essere peggio della attuale situazione.
Il mio ringraziamento dal profondo del cuore a tutti i Professionisti che mi hanno consentito di lavorare in serenità facendomi condividere le loro alte professionalità senza le quali, insieme,non avremmo raggiunto alcun risultato.
Agli Anatomopatologi, agli Anestesisti, ai Radiologi, agli Oncologi, ai Cardiologi ,solo per citare i colleghi con i quali quotidianamente mi sono confrontato,tutti in grande sofferenza strutturale e precarietà organizzativa ,va la mia gratitudine ed il mio ringraziamento, e la piena consapevolezza che rappresentano ancora le vera "anima"dell'Ospedale S.Giuseppe e Melorio.
Con lo sparuto gruppo dei miei diretti collaboratori,Medici ed Infermieri,vero manipolo di eroi della senologia, avrò ancora qualche giorno di tempo per convincerli di quanto mi mancheranno.

Ma quello che maggiormente mi mancherà saranno gli sguardi, le lacrime ed i sorrisi delle circa duemila donne operate al seno in questi pochi anni: le loro sofferenze sono state per me una grande lezione di vita.
Consiglierei-conclude Ascione- a tutti coloro che aspirano a cariche manageriali nell'ambito della sanità di passare un mesetto con noi all'Ospedale Melorio di S.Maria Capua Vetere".

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