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Italia pigra, Congresso Medici sportivi su Sedentarieta': una nuova patologia

(Catania) Dal 23 al 26 ottobre 2014 Catania ospiterà il XXXIV Congresso Nazionale della FederazioneMedico Sportiva Italiana (FMSI) : "Sedentarietà: una nuova patologia". Perché questo titolo? LaFMSI, in qualità di Federazione Medica del Comitato...

(Catania) Dal 23 al 26 ottobre 2014 Catania ospiterà il XXXIV Congresso Nazionale della FederazioneMedico Sportiva Italiana (FMSI) : "Sedentarietà: una nuova patologia". Perché questo titolo? LaFMSI, in qualità di Federazione Medica del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) dal 1929e di Società Scientifica di Medicina dello Sport, lancia questo rivoluzionario messaggio al Paese eal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Il Ministro, che ha dato prova in diverse occasioni digrande lungimiranza, potrà essere la prima al mondo a introdurre la sedentarietà come vera epropria malattia riconosciuta dal Servizio Sanitario Nazionale. Al pari dei disturbi cardiovascolari,del diabete, dei tumori, ecc. Perché? Innanzitutto, per le dimensioni del fenomeno: il nostro Paeserientra nella top20 delle Nazioni più pigre al mondo. Siamo l7esimi, con un indice di inattività del54,7%. La media si ferma al 31,1%. Se rapportati all'Unione Europea, il quadro è ancora piùdesolante. Siamo quinti, superati soltanto da Malta, Cipro, Serbia e Regno Unito. L'Istat censiva,nel 2013, oltre 24 milioni di sedentari, pari a circa il 42% della popolazione.Abbiamo quindi deciso di portare al centro del nostro appuntamento, che riunisce oltre 1.500medici, tra i 5000 iscritti alla FMSI, il concetto dell'inattività fisica come vera e propria patologia.A cui viaggia in parallelo ovviamente il tema della prevenzione delle malattie.Alcuni momenti fondamentali del Congresso saranno le letture magistrali del prof. Giuseppe DeRita, Presidente Censis, dal titolo "Il valore sociale della medicina dello sport" e del prof. MichaelSagner: "Scientific evidence supporting the importance of prescribing exercise in sedentarysubjects". Il prof. Michael Sagner è Presidente della European Society of Lifestyle Medicine(ESLM) che evidenzierà come l'obesità e la sindrome metabolica in genere rappresentino laconseguenza più Visibile della patologia sedentarietà.
Inoltre, interverrà tra gli altri la profssa Cristina Alberini (New York University), durante lasessione su "Esercizio fisico, cervello e mente". Diversi studi hanno ormai dimostrato che lasedentarietà riduce la neuroplasticità e le dimensioni dell'ippocampo, oltre a favorirel'invecchiamento dei telomeri. L'attività fisica, favorisce al contrario un effetto neuroprotettivo, conrisultati di apprendimento migliorati. Ecco perché rimane fortemente indicato pure in terza età.Elemento fondamentale in una società sempre più anziana, che con tutta probabilità sarà sempre piùgravata dall'aumento esponenziale di malattie croniche. Ma l'invecchiamento può avvenire insalute, se riduciamo i tassi di sedentarietà, oppure in malattia favorita nelle persone che nonpraticano esercizio.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, i decessi per le non communìcable diseasesaumenteranno del 17% nei prossimi 10 anni ma, con interventi coordinati, sarà possibile evitareoltre 30 milioni di morti premature nel mondo entro il 2015, delle quali quasi il 50% negli under 70e al proposito il Prof. Novelli, Magnifico Rettore dell'Università di Tor Vergata interverrà con unalettura dal titolo "Test genetici nella prevenzione della morte improvvisa".
Inquadrare la sedentarietà come una patologia vera e propria permetterà anche di intervenire dalpunto di vista dei costi socio-sanitari, riducendo così il carico totale. Di questo si occuperanno ilprof. Lanfranco Senn, dell'Università Bocconi di Milano, con cui la FMSI ha collaborato per unaricerca sui costi dell'inattività fisica e della sedentarietà, con la lettura "I costi sociali dellasedentarietà" e il Prof. Pecorelli, Magnifico Rettore dell'Università di Brescia e Presidentedell'AIFA, con la lettura "La nuova medicina e la sostenibilità del sistema". Il medico specialista inmedicina dello sport è per questo il medico competente con il suo bagaglio culturale e l'eserciziodeve occupare il giusto spazio a livello preventivo, terapeutico e riabilitativo. Se si riuscissero acomunicare in maniera capillare alcuni dati sul perché fare sport è salutare, allontaneremmo moltepersone anche dalla sedentarietà. Rimane comunque necessario continuare a investire insensibilizzazione, coinvolgendo di più l'Istituzione scolastica. E' quanto ha fatto con lungimiranzail CONI ed il Presidente Malagò nel progetto "Sport di Classe", a cui la F MSI parteciperà nella faseformativa sugli stili di vita. È fondamentale, infatti, che una quantità sempre maggiore di risorsevenga destinata a incentivare i giovani a muoversi, collaborando con le scuole per dare più spazio acorsi di educazione motoria e ad attività extra curriculari. Se confrontiamo i dati, sono proprio iragazzi ad essere molto più pigri degli adulti tra i 30 e i 50 anni. Gli over30 iniziano a praticaresport come fattore di aggregazione 0 per seguire i consigli del medico. Una volta finita la scuola,dove già le strutture sono carenti, gli adolescenti non trovano invece le attrezzature e gli spazi adattie abbandonano di conseguenza l'attività fisica. Diventa importante quindi sfruttare anche lo spazioche i media offrono per comunicare l'importanza dell'esercizio fisico.
La Federazione Medico Sportiva Italiana ha i mezzi e le competenze per aprire la strada a unarivoluzione. Il nostro Paese è infatti considerato, a livello internazionale, all'avanguardia in tema dilegislazione e tutela sanitaria per gli sportivi, sia a livello agonistico che amatoriale. Parliamo dicifre molto importanti: esistono 65.000 società affiliate alle Federazioni riconosciute dal CONI,numeri in lenta ma costante crescita. Gli atleti tesserati sono oltre 4,6 milioni, quasi l'8% dellapopolazione italiana. Nel 2001 questo valore era pari al 5,9% ed è aumentato durante l'ultimodecennio. Non poteva che essere altrimenti, nella Nazione che è stata nel 1957 la prima al mondo,con il supporto della Federazione, a istituire la Scuola di Specializzazione in Medicina dello Sport,attiva ora in dodici Nazioni europee e dove oggi si contano ben 48 Istituti e Centri specializzatiFMSI. Siamo stati sempre i primi a prevedere, fin dal 1982, l'obbligo della visita di idoneitàannuale per tutti gli atleti tesserati, visita che ha ridotto le morti improvvise sui campi di garadell'89%. Questo dato mette in chiara evidenza l'importanza e la competenza del medico specialistain medicina dello sport.

L'idoneità annuale rappresenta il più valido strumento di prevenzione per la tutela sanitaria.Permette infatti anche di rilevare piccole patologie, non controindicanti l'attività agonistica che, setempestivamente diagnosticate, comportano sia un ampio risparmio per il Sistema SanitarioNazionale, a beneficio della collettività, che una migliore qualità della Vita del singolo. Questomette in chiara evidenza l'importanza della figura del medico dello sport, non solo a livelloprofessionistico, ma in particolar modo nelle categorie amatoriali e giovanili, perché riveste unruolo fondamentale nell'educazione e nella formazione verso la salute come bene imprescindibile.Il movimento fisico è, insieme alla corretta alimentazione, uno dei garanti del benessere individuale.E va prescritto come terapia, al pari di un farmaco, nella giusta dose individuale, dove lasedentarietà deve essere riconosciuta come patologia: il tema forte che giunge dal nostro Congresso.
Per tutti questi motivi, il messaggio scientifico che vuole arrivare al Ministero della Salute è diprocedere insieme alla FMSI su un percorso ormai necessario e non dilazionabile per la salute ditutti i cittadini, percorso che vede il riconoscimento della sedentarietà come patologia all'intemo delServizio Sanitario Nazionale. Un cammino di grande lungimiranza e mai tracciato prima al mondo,che avrà positivi risvolti anche sulla politica economico-sanitaria del Paese. Auspichiamo che ilmessaggio venga raccolto da un Ministro della Salute, quale Beatrice Lorenzin, innovativa e attentaalle problematiche della società moderna.

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